BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma pensioni: uscita a 62 anni. Come dovrebbe funzionare

Come andare in pensione a 62 anni: assegni e penalizzazioni



Pronto a cambiare di nuovo il mondo delle pensioni, dopo la tanto contesta riforma dell’ex ministro Fornero che ha creato diversi problemi, tra cui dato vita alla drammatica questione degli esodati, lavoratori che, a seguito delle nuove norme ormai in vigore, rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione. Ora, però, con l’entrata in scena del nuovo ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, qualcosa sembra poter nuovamente cambiare.

Diverse le ipotesi al vaglio, tra cui quella di andare in pensione a 62 anni. Il piano prevede la possibilità per il lavoratore di lasciare con almeno 35 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica in modo da accedere alla pensione di vecchiaia ma con una penalizzazione che sarà tanto più alta quanto maggiore sarà il distacco dell’età in cui si decide di andare in pensione rispetto alla soglia dei 66-67 anni.

Tali riduzioni diventerebbero, invece, sempre più leggere, fino ad azzerarsi, per chi ritarda l’uscita dal lavoro per raggiungere il 67esimo anno e oltre di età. La riduzione dovrebbe essere pari al 2% delle anzianità retributive maturate sino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso rispetto ai 66 anni di età anagrafica.

Ciò significa, per esempio, che lavoratore che decida effettivamente di lasciare il mondo del lavoro a 62 anni potrebbe subire una riduzione pari all'8%.

Per valutare il valore dell’assegno finale, il governo al momento starebbe esaminando due diverse strade: la prima si rifà al sistema già previsto dalla riforma Fornero, che prevede un prelievo del 2% della quota retributiva del montante pensionistico per ogni anno di ritiro anticipato rispetto ai 62 anni di età con 42 anni di contribuzione; la seconda, invece, prevederebbe una riduzione quasi automatica dell’assegno intorno al 10-12%, più leggera e si ritarda il pensionamento fino all’età prevista dalla riforma vigente.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il