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Giovannini: difficili 12 miliardi per piano Lavoro e occupazione giovanile

E’ allarme disoccupazione giovanile: come risolvere il problema. Le posizioni di Letta e Giovannini



Qualche giorno fa il neo ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, aveva annunciato: “Da qui fino a giugno ci concentreremo sul piano giovani, con un obiettivo ambizioso: ridurre la disoccupazione giovanile di otto punti percentuali portandola al 30% dai livelli record attuali”, e aveva parlato di correzioni ai contratti a termine e di riduzione dell'intervallo temporale tra un rinnovo di contratto e un altro, chiudendo le porte, però, a possibili sgravi fiscali per chi assume.

Secondo il ministro, il problema della disoccupazione che ha colpito l'Italia, è frutto di un'economia in recessione, non di una riforma che non funziona, motivo per il quale ha elogiato con le sue parole la riforma firmata dall’ex ministro Fornero, nonostante ne proponga qualche modifica, perché le leggi sul mercato del lavoro varate nel 2012 sembra che hanno dato i primi risultati concreti.

Ma, comunque, in Italia è emergenza lavorativa, soprattutto per i giovani, e non solo per quelli di età compresa fra i 15 e i 24 anni, anche per i 30enni che oggi trovano difficoltà a rivedendersi in un mercato sempre più in crisi. Condizione allarmante anche per tantissimi laureati che, nonostante un corso di studi impegnati e curriculum di tutto rispetto, faticano a trovare un’occupazione. E in molti lasciano l’Italia.

Come risolvere, dunque, questa emergenza? Il premier Enrico Letta ha confermato che “il tema della disoccupazione giovanile sarà il tema centrale del prossimo Consiglio europeo” e ha annunciato “vari scambi bilaterali a qui ad allora, perchè si possa lavorare a una accelerazione sull'utilizzo dei 6 miliardi già previsti da Bruxelles per le garanzie ai giovani.

Su questo, ha concluso Letta, l'Italia farà la sua parte anche con iniziative nazionali, ma con l'impegno globale daremo il senso di una massa critica, perché i cittadini europei hanno bisogno di fatti, non di parole”.

All’entusiasmo del premier si contrappone però una sorta di preoccupazione da parte del ministro Giovannini, secondo cui sarà difficile riuscire a reperire tutti e 12 i miliardi che servono per fronteggiare l’emergenza occupazione dei giovani e attuare un nuovo piano Lavoro. Ma il governo ce la metterà tutta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il