Esodati: soluzioni Governo Letta e Ministro Giovannini

Premier Letta e ministro Giovannini su questione esodati: è una priorità da risolvere



Gli esodati ancora tra le priorità del nuovo governo, che continua a mostrare l’intenzione ferma di risolvere una volta per tutte la questione di quei lavoratori che hanno firmato negli anni scorsi un accordo aziendale per mettersi in mobilità e che oggi rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione, a causa delle novità previdenziali introdotte dalla nuova riforma in vigore da gennaio 2013.

Il piano del nuovo governo fa riferimento a “forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo e con una penalizzazione proporzionale”, cioè il ricorso ad un sistema di incentivi e disincentivi simile a quello in vigore per le attuali pensioni anticipate.

Così facendo, potrebbe essere salvaguardata anche la platea dei lavoratori esodati, permettendo loro di mettersi a riposo con regole più elastiche. L'ipotesi è permettere il pensionamento anche a chi non rispetta i criteri dell’attuale riforma Fornero, di 41 anni e mezzo e di 42 anni e mezzo di anzianità contributiva, ripristinando i vecchi requisiti in vigore nel 2011 o anticipando comunque di 3-4 anni le soglie di uscita attuali.

Resterebbe solo qualche penalizzazione per chi decide di lasciare prima dei 62 anni. Contrariamente a quanto sostenuto dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che il problema esodati non sia ‘immediato’, secondo il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, necessario trovare una soluzione definitiva in tempi brevi e ha annunciato: “Stiamo cercando di arrivare a una quantificazione precisa del numero degli esodati. E’ un'operazione non semplice. Stiamo facendo quella che una maestra elementare chiamerebbe una 'mappa concettuale' di tutte le varie platee”.

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di Marianna Quatraro pubblicato il