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Esodati: decreti attuali e piano prossimo Governo Letta e Ministro Giovannini

Situazione esodati ancora in bilico: le novità per tutelarli



Procedere alla composizione di una revisione completa di coloro che effettivamente necessitano di salvaguardia, partendo, dalla effettiva salvaguardia dell'attuale platea di tutelati.

Si tratta dei 130mila lavoratori, 65mila, 55mila e 10mila, per i quali sono stati varati i tre decreti del governo Monti per andare in pensione con i requisiti precedenti all’entrata in vigore dell’attuale riforma previdenziale.

Secondo le stime, i possibili rimasti fuori dalle tutele potrebbero essere 160-170mila lavoratori. Secondo altre stime, invece, i numeri sarebbero decisamente più alti.

Il nuovo intervento allo studio, in particolare, dovrebbe salvaguardare un'ulteriore fetta di prosecutori autorizzati alla contribuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011, la categoria dei lavoratori cessati dal servizio e un altro gruppo di lavoratori in mobilità ordinaria.

Altra ipotesi al vaglio per sciogliere il nodo esodati è un modello di pensioni flessibili ancora da definire, però. Lo stesso ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha affermato che “Il governo punta a una revisione delle regole sulla previdenza con la flessibilizzazione delle possibilità di uscita dal lavoro in cambio di penalizzazioni”.

Il percorso da seguire sarebbe quello che prevede la possibilità di pensionamento a 62 anni e 35 di contributi. Potendo lasciare il lavoro con questi criteri, nonostante la penalizzazione economica prevista, il problema attuale si ridimensionerebbe.

In ballo, dunque, un meccanismo più leggero di allontanamento dal lavoro per scongiurare che altri lavoratori, magari finiti in mobilità, o in stato di dimissioni, si ritrovino senza stipendio, e, contemporaneamente, senza trattamento previdenziale. Ma si tratta di un meccanismo che favorirebbe anche un ricambio generazionale nelle aziende.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il