BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Nebulosa Anello in 3d con il telescopio Hubble

Nebulosa Anello in 3D: com'è fatta questa nebulosa



La Nebulosa Anello visibile in 3D grazie ad Hubble, il telescopio spaziale che ha scattato la prima foto dettagliata di Anello, da sempre presente in tutti i libri di astronomia, ma fino ad oggi visibile solo da una certa distanza.

Grazie alle foto catturate dal telescopio, è stato possibile creare anche il modello in 3D della reale forma della nebulosa. La Nebulosa Anello, conosciuta anche più tecnicamente come M57 o NGC6720, è una nebulosa planetaria contenuta nella costellazione boreale della Lira, dista circa 2000 anni luce dalla Terra e ha un diametro di circa due anni luce.

Scoperta dall'astronomo Antoine Darquier de Pellepoix, la prima osservazione della nebulosa risale al lontano 1779. Nata da una stella morente, la nebulosa Anello, divenuta oggi tra gli oggetti astronomici più famosi, è chiamata così perchè ha una forma ad anello appunto, ma grazie alle immagini al dettaglio scattate da telescopio Hubble, gli studiosi della Nasa e dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) hanno potuto osservare una forma completamente diversa da quella che avevamo ipotizzato.

Per Robert O'Dell della Vanderbilt University di Nashville, che ha guidato il progetto di ricostruzione del modello tridimensionale della nebulosa, la “nebulosa non è come una ciambella ad anello ma piuttosto è come un krapfen ripieno con del materiale nel centro”.

Secondo la squadra di O'Dell, l'anello avvolge una struttura blu, solo apparentemente vuota ma in realtà fatta di materiali meno densi, che le conferiscono la forma di una sfera, dove ogni estremità sporge ai lati opposti dell'anello.

La nebulosa è inclinata verso la Terra e per questo gli astronomi possono vedere l'anello frontalmente Nell'immagine di Hubble, la struttura blu è il bagliore generato dall'elio, l'alone più luminoso della nebulosa è l'anello principale formato dalla radiazione della nana bianca, mentre il punto bianco al centro dell'anello è il residuo stellare di una stella simile al Sole che ha esaurito il suo combustibile, l'idrogeno.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il