BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni: falsi invalidi. La truffa in Sicilia di oltre 20mila al costo di 5mila euro

Scoperta truffa pensioni di falsa invalidità: i casi della Sicilia



Medici, politici e funzionari compiacenti dell'Inps coinvolti in una mega truffa di pensioni per falsi invalidi. Il costo per una pratica? Cinquemila euro. Semplice il meccanismo: un medico (comprato) certifica una falsa invalidità, ciechi che vedono benissimo o sordi che sentono benissimo, trasformando un cittadino perfettamente sano in disabile, a cui assegnare una pensione di invalidità in realtà falsa.

Con grave danno per l'erario. Questo quanto scoperto in Sicilia. Sono risultati sospetti i dati relativi ai ciechi il cui numero nella regione è quasi 3 volte superiore alla media: 145 ogni 100mila residenti (in Lombardia sono la metà e nel resto d'Italia la media è di 60).

E, infatti, il caso del finto cieco è una delle truffe di maggior successo tra gli aspiranti invalidi. Secondo una stima delle associazioni, nell’isola su 292 mila invalidi sarebbero circa 20.000 quelli falsi.

Prima della Sicilia, solo dalla Campania nella lista nera delle aree in cui questo fenomeno è forte. Il danno erariale accertato dal comando regionale della Guardia di Finanza, in un solo anno, ammonta a circa 20 milioni di euro.

Secondo quanto rivelato da alcune indagini, gli aspiranti falsi invalidi sono disoccupati, cassintegrati, poveri e delinquenti, persone che cioè provengono dai ceti più bassi della società, a cui spesso la proposta di ricevere una pensione di falsa invalidità viene fatta da personaggi spesso vicini agli ambienti mafiosi, portantini e pregiudicati.

Un medico, da circa 30 anni medico di famigli ain un paesino in provincia di Palermo, ha svelato che è proprio lì, nei piccoli studi dei medici della mutua che la truffa muove i suoi passi prima. E per facpire come funziona il meccanismo ha raccontato: “Qualche anno fa  uno dei miei pazienti si presentò con un certificato medico firmato da un presunto specialista.

Nel documento c'era un elenco di patologie. Tutte fasulle naturalmente. Lo so perchè avevo in cura quell'uomo da un bel pò di tempo. Voleva che le inoltrassi all'Inps. Io mi rifiutai. Non la prese bene. Alzò i tacchi e lasciò lo studio. Qualche mese dopo ebbi modo di capire chi l'aveva mandato e perché”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il