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Pensioni: modifiche e conseguenze su assegno

Modifiche pensioni e valori assegni finali: cosa cambierebbe



Sono diverse le modifiche che il nuovo governo pensa di apportare all'attuale sistema delle pensioni in vigore da gennaio 2013. Il governo attuale pensa ad un nuovo sistema per lasciare prima il lavoro avendo 62 anni e 35 anni di contribuzione, sistema che prevederebbe però delle penalizzazioni nell’assegno finale erogato.

Facendo alcuni calcoli provvisori, mettendo in atto le penalizzazioni alle quali pensa il governo, un lavoratore che andasse in pensione a 62 anni invece che a 66 potrebbe perdere circa 115 euro al mese per un totale annuo di 1.495 euro.

Le stime arrivano dallo Spi Cgil sulla base dell'ipotesi, in caso di anticipo di 4 anni rispetto ai criteri di vecchiaia, di un taglio dell'8% di una pensione di 1.532 euro.

 Questo si aggiungerebbe a quello già operativo con la riduzione dei coefficienti, che prevedono circa 93 euro al mese per chi va in pensione con il calcolo misto. Il nuovo piano pensioni prevede dunque la possibilità di andare in pensione con 62 anni e 35 di contribuzione e una riduzione dell’8%.

Le nuove modifiche prevedono, però, anche incentivi per chi decide di rimanere di più del valore del +2% per ogni anno tra i 67 e i 70 anni fino a un massimo dell’8%. Al vaglio ci sarebbe però anche la possibilità di una riduzione quasi automatica dell'assegno attorno al 10-12% (forse 15%) che diventerebbe più leggera ritardando il pensionamento.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il