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Imu, iva più alta Luglio, pensioni, riforma lavoro: Governo Letta deve scegliere

Le urgenze del governo e ipotesi al vaglio: cosa si prevede



Dopo l’approvazione del congelamento per il pagamento della prima rata Imu sulle abitazioni principali e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, per cui il governo ha stanziato un miliardo di euro, invece degli 800 milioni di euro inizialmente previsti, il governo si impegna a pensare e realizzare entro il prossimo 31 agosto una riforma dell’Imu, per non far proprio pagare la tassa sugli immobili ai proprietari di prime abitazioni che, altrimenti, dovranno regolarmente pagare entro il 16 settembre.

Ma non solo, perché il governo vaglia ipotesi per scongiurare l'aumento, dal primo luglio, di un punto percentuale dell'aliquota Iva che dovrebbe salire dal 21 al 22%, cosa che secondo sindacati e associazioni, rischia di deprimere fortemente l'economia, già in grande crisi.

Secondo la Confederazione degli agricoltori, infatti, il rialzo potrebbe comportare un calo ulteriore dei consumi alimentari di 1,5 punti, mentre la Coldiretti sottolinea che nei primi mesi di quest'anno le vendite sono già scese del 3,8%.

Per cancellare l'aumento dell'Iva servono, però, 4 miliardi l'anno dal 2013, più altri 2 per coprire il mancato gettito della seconda metà del 2013. Ma il nuovo governo è impegnato anche sul fronte lavoro e pensioni. In questi casi si pensa a modifiche delle riforme attualmente in vigore.

E, per quanto riguarda il piano pensioni, si prevede un sistema di pensioni più flessibili, per sostenere, tra l’altro, l’uscita dal lavoro dei più ‘anziani’ a favore dei più ‘giovani’.

Per quanto riguarda, invece, il mondo del lavoro, il ministro Enrico Giovannini ha annunciato che “Da qui fino a giugno ci concentreremo sul piano giovani, con un obiettivo ambizioso: ridurre la disoccupazione giovanile di otto punti percentuali portandola al 30% dai livelli record attuali”.

Le ipotesi al vaglio parlano di correzioni ai contratti a termine, riduzione dell'intervallo temporale tra un rinnovo di contratto e un altro (oggi ci vogliono due mesi anziché dieci giorni come prima), novità per quanto riguarda assunzioni e apprendistato, chiudendo, però, alla possibilità di sgravi fiscali per chi assume. Si aspettano, dunque, novità ufficiali da parte del governo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il