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Italia: chiusa procedura deficit Ue. Servono riforma ma margini manovre limitati

Stop alla procedura di deficit per l’Italia. Ora misure per crescita reale



L'Italia è stata promossa dall'Ue, che ha chiuso la procedura di deficit nei confronti del Belpaese, ma con qualche riserva. Ma la decisione si tramuterà in 12 miliardi di risorse (che potrebbero diventare 20) per l'anno prossimo.

Dovrà, però, l’Italia ora impegnarsi continuando a mettere in pratica misure volte alla necessaria ripresa e nuova crescita per il Paese. Ma il mondo della politica esprime soddisfazione per la decisione dell'Ue.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha commentato: “L'uscita del nostro Paese dalla procedura europea per i disavanzi eccessivi è motivo di grande soddisfazione. Il merito è dello sforzo sostenuto da tutti gli Italiani, che devono essere orgogliosi di questo risultato”.

Per uscire dalla crisi, l'Italia deve consolidare le riforme positive per la crescita ed evitare riduzioni premature delle tasse. In Italia, la disoccupazione è cresciuta abbastanza in fretta negli ultimi anni, e continuerà ad aumentare anche il prossimo anno, secondo l'Ocse nel suo Economic outlook.

Secondo le stime Ocse, la percentuale di senza lavoro in Italia salirà dal 10,6% del 2012 all'11,9% nel 2013, e poi fino al 12,5% nel 2014. chiusa la procedura di deficit per l'Italia, Olli Rehn, commissario Ue agli affari economici, ha detto che “L'Italia può contare su margini molto stretti sui conti perché deve tenere il deficit sotto il 3%".

Per Rehn il Belpaese ha giù usato la gran parte dei margini che aveva per pagare i debiti della pubblica amministrazione. Rehn ha individuato poi nella prosecuzione delle riforme strutturali la chiave della ripresa dell'Italia”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il