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Ilva: la situazione oggi 30 maggio 2013. Ultime notizie e novità

Sempre più probabile l’ipotesi del commissariamento per l’Ilva: la situazione



La questione Ilva è stata definita dal governo 'intricatissima' ed è necessaria per lo stabilimento una soluzione che possa garantire la continuità produttiva, il rispetto dell'ambiente e la tutela della salute, andando avanti con l'attuazione piena delle prescrizioni previste dall'Aia (Autorizzazione integrata ambientale). 

Ieri si è tenuto Palazzo Chigi, un incontro tra il premier Enrico Letta, il vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano, i ministri dello Sviluppo e dell'Ambiente, Flavio Zanonato e Andrea Orlando, il presidente e l'amministratore delegato dimissionari dell'azienda, Bruno Ferrante ed Enrico Bondi, incontro deciso dopo il sequestro disposto dalla magistratura di Taranto per 8,1 miliardi nei confronti della Riva Fire, la capogruppo della famiglia Riva.

A rischio, come ha avvertito la stessa società, c’è la continuità aziendale e dunque il futuro di 40 mila persone: 20 mila dipendenti diretti in Italia e almeno altrettanti nell'indotto. Il governo sta valutando varie opzioni per risolvere l'impasse e l'ipotesi principale resta quella del commissariamento di Ilva tramite un apposito decreto.

Secondo fonti governative, “Oggi di fatto un commissario c'è già, è il custode giudiziario nominato dal tribunale di Taranto, il presidente dell'ordine dei commercialisti Mario Tagarelli, già nominato custode dell'impiato nel luglio 2012, dopo il sequestro di parte dell'Ilva per disastro ambientale, anche se non ha il potere diretto di gestire le attività.

Tagarelli, in quanto custode di oltre l'80% delle azioni Ilva, dorrebbe partecipare all'assemblea del 5 giugno e dunque votare sul nuovo Cda. Il commissariamento, per cui servirebbe un decreto, comunque non sarebbe una vera soluzione, perché poi per applicare le prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale servono gli investimenti e dunque i soldi.

Però la nomina servirebbe intanto a uscire dalla situazione attuale. Sul tavolo c'è anche l'ipotesi dell'amministrazione controllata dell'azienda, prevista dalla legge 231 del 2012, la cosiddetta Salva-Ilva, che però si applica a tutti i siti industriali di interesse nazionale.

La misura scatta nel caso in cui la proprietà ostacoli gli interventi di bonifica ambientale previsti dall'Aia. Prima di allora, invece, sono previste sanzioni che possono arrivare al 10% del fatturato.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il