Riforma lavoro Governo Letta Legge Fornero: i cambiamenti possibili. Ma date posticipate

Modifiche lavoro in discussione: i piani del governo



I piani iniziali prevedevano modifiche entro il prossimo mese di giugno, ma i tempi probabilmente slitteranno al prossimo settembre o ottobre. Sarà quello il periodo in cui probabilmente arriveranno effettivamente le modifiche annunciate sull’attuale riforma del Lavoro.

Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, punta, nei suoi progetti, a ridurre la disoccupazione giovanile di otto punti percentuali portandola al 30% dai livelli record attuali.

Per quanto riguarda le possibili modifiche al vaglio, Giovannini parla di correzioni ai contratti a termine, di riduzione dell'intervallo temporale tra un rinnovo di contratto e modifiche per quanto riguarda l’apprendistato, mentre chiude agli sgravi fiscali per chi assume, per cui invece saranno previsti.

Al vaglio, inoltre, meno vincoli per le partite Iva. Per quanto riguarda i contratti temporanei, se attualmente si prevede l'avvio solo per il primo rapporto a termine e per una durata non superiore a 12 mesi senza possibilità di proroga, chi ha lavorato fino a 6 mesi in un’azienda, se vuole ripartire con lo stesso datore di lavoro, deve far passare un intervallo di 60 giorni che diventano 90 se il contratto precedente è durato più di 6 mesi, mentre ora si pensa di ridurre gli intervalli a un periodo di 20 o 30 giorni.

L'intervento sul lavoro avverrà, dunque, in due tappe: prima, a giugno, le norme per favorire l'occupazione dei giovani, di cui si discuterà in occasione del vertice europeo sulla disoccupazione giovanile; e poi è previsto a dicembre l'intervento sulla flessibilità.

Pressing sulla questione occupazione in Italia arrivano anche dall’Ue, che raccomanda interventi per donne e giovani. In  merito a questo, l’Ue cita il piano Garanzia per i giovani, che mette a disposizione 6 miliardi tra il 2014 e il 2020 per i Paesi con disoccupazione giovanile oltre il 25%.

L'Italia potrà contare su 400 milioni, che dovranno essere impiegati per garantire ai giovani fino a 25 anni un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro 4 mesi dall'uscita dal sistema scolastico o dall'inizio della disoccupazione.

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di Marianna Quatraro pubblicato il