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Imu, iva, pensioni, riforma lavoro Fornero, esodati: piani bloccati tutti o quasi

Piani del governo bloccati: le raccomandazioni di Bruxelles all’Italia



Qualche settimana fa il ministro del Lavoro Giovannini aveva annunciato: “Da qui fino a giugno ci concentreremo sul piano giovani, con un obiettivo ambizioso: ridurre la disoccupazione giovanile di otto punti percentuali portandola al 30% dai livelli record attuali”.

E aveva anticipato correzioni ai contratti a termine, all’apprendistato e alla riduzione dell'intervallo temporale tra un rinnovo di contratto e un altro. In realtà, il nuovo piano lavoro dovrebbe slittare al prossimo settembre o ottobre.

Il ministro dell’Economia Saccomanni ha intanto che le risorse disponibili devono essere prima destinare agli investimenti e poi a quelle misure di cui si è già tanto parlato come l’eventuale blocco dell’aumento Iva dal 21 al 22%, che dovrebbe scattare dal prossimo luglio.

E con la chiusura della procedura di deficit dell’Ue per l’Italia, sembra saranno ritardati anche gli interventi per pensioni ed esodati, per cui è necessario reperire risorse per ulteriori coperture ma che risulterebbero ora decisamente poco consistenti.

Tutto, dunque, sembra essersi bloccato. Ma intanto la Commissione europea, proprio in occasione dell’annuncio della procedura di deficit eccessivo nei confronti dell’Italia, ha presentato al Paese alcune raccomandazioni.

Sei in tutto: al primo posto c’è la raccomandazione relativa al proseguimento dell’azione di ‘consolidamento’ del bilancio, più volte richiesto dall’Europa ai diversi Paesi dell’unione europea. L’obiettivo di lungo termine resta 60% del Pil, ora si è invece al 132%.

Nel documento anche la necessità di rendere molto più efficiente la macchina della pubblica amministrazione per alleggerire il sistema produttivo; una raccomandazione riguarda sul sistema bancario italiano, giacchè la Commissione chiede all’Italia di intervenire in maniera attiva per renderlo più efficace e produttivo, a partire dalla concessione di maggiori prestiti; e l’insistenza su una maggiore flessibilità del mercato del lavoro che ponga l’accento sull’opportunità di una contrattazione maggiormente incentrata sul livello aziendale che non su quello nazionale.

Secondo Bruxelles, inoltre, va ridotta la pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese, ed è necessaria una maggiore apertura alla concorrenza del mercato dei servizi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il