BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità: penalizzazioni e staffetta come dovrebbero essere

Come dovrebbero funzionare le nuove pensioni di anzianità



Sono diverse le modifiche proposte per cambiare la riforma delle pensioni attualmente in vigore. Per quanto riguarda pensione di vecchiaia, allo studio la possibilità di lasciare il lavoro ma con penalizzazioni.

Secondo quanto previsto dal ministro, il programma sarebbe quello di consentire al lavoratore con almeno 35 anni di contribuzione e 62 anni di accedere alla vecchiaia ma con una penalizzazione graduale.

La riduzione dovrebbe essere pari al 2% delle anzianità retributive maturate fino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso rispetto ai 66 anni di età anagrafica, per cui un lavoratore che lascia a 62 anni potrebbe subire una riduzione pari all'8%.

Da gennaio, inoltre, vale la soglia per accedere alla pensione d’anzianità, la cosiddetta pensione anticipata, per cui ci vorranno 42 anni e 5 mesi per gli uomini e 41 anni e 5 mesi per le donne, ma se si esce dal lavoro prima di aver raggiunto 62 anni d’età ci sarà un taglio dell’assegno dell’1% per ogni anno fino ai primi due e poi del 2%.

Per accedere alla pensione anticipata, che ora sostituisce quella di anzianità, indipendentemente dagli anni, previsti dal comma 10 dell'articolo 24 della manovra Monti, occorreva nel 2012 avere 42 anni e 1 mese per gli uomini a decorrere dal primo gennaio 2012; a 41 anni e 1 mese per le donne sempre a decorrere dal primo gennaio 2012.

Previsto poi un ulteriore aumento di un mese nel 2013 e 2014, oltre all'adeguamento della speranza di vita, che si verificherà ogni 3 mesi dal primo gennaio 2013.

L'uscita anticipata dal lavoro attualmente proposta permetterebbe così una sorta di ricambio generazionale al lavoro, dando vita alla cosiddetta staffetta, che permetterebbe di sfruttare il premio per l’anzianità nel mercato del lavoro. In pratica, i lavoratori più ‘anziani’ accettando di lasciare il lavoro ma con penalizzazioni permettono ai più ‘giovani’ l’ingresso nel mondo occupazionale.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il