Lavoro: riforma Letta staffetta generazionale ma anche Legge Fornero bocciata da Onu

Incentivare lavoro fisso e puntare sui giovani: cosa fare per incentivare l’occupazione



Continua ad essere sempre più prepotente l'allarme disoccupazione in Italia: dopo le stime al ribasso dei posti di lavoro disponibili, l'aumento incontrollato del tasso di disoccupazione e il monito della presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l'Ilo, l'Organizzazione internazionale del lavoro, in una scheda sull'Italia in occasione della presentazione del 'Rapporto sul lavoro nel mondo 2013', ha fatto sapere che ‘Dopo le recenti proposte di condivisione del lavoro tra lavoratori giovani e anziani è importante notare che i giovani non devono prendere il posto degli adulti nel mercato del lavoro. No, dunque, alla staffetta generazionale.

Il governo dovrebbe considerare altri mezzi per sostenere l'occupazione giovanile. L’Italia deve monitorare le forme atipiche di occupazione. Sarebbero necessari maggiori sforzi per incentivare la trasformazione dei contratti a tempo determinato in posti di lavoro fisso’.

Secondo l'Ilo, ‘La percentuale dei contratti a tempo determinato sull'insieme dei contratti precari è probabilmente aumentata a seguito della riforma Fornero’, sottolineando che negli ultimi anni l'Italia ha registrato una forte diffusione dell'occupazione precaria: a partire dal 2007, infatti, il numero dei lavoratori precari è cresciuto di 5,7 punti percentuali e ha raggiunto il 32% degli occupati nel 2012.

L’Ilo ritiene che servano ‘1,7 milioni di posti di lavoro. A partire dal secondo trimestre 2008, l'Italia ha perso circa 600.000 posti di lavoro e poichè nello stesso periodo, la popolazione in età lavorativa è aumentata di circa 1,1 milioni, servono all'Italia circa 1,7 milioni di nuovi posti di lavoro per riportare il tasso di occupazione ai livelli pre-crisi’.

E lancia un altro allarme: ‘In assenza di un cambiamento di rotta delle politiche, il numero di disoccupati nel mondo continuerà a crescere a livello globale e potrebbe salire dai 200 milioni attuali a circa 208 milioni nel 2015’.

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di Marianna Quatraro pubblicato il