Ilva: ipotesi salvataggio. Ma Aia e risanamento ambientali non rispettati

Come salvare l’Ilva: le ipotesi del governo



Patrizia Todisco, il gip del Tribunale di Taranto, ha dato il via libera all'Ilva per l'uso degli impianti dell'area a caldo sequestrati per inquinamento il 26 luglio 2012.

Con tale provvedimento il gip ha sciolto la riserva del gennaio scorso, quando aveva sollevato questioni di legittimità costituzionale su numerose norme della legge 231 cosiddetta 'Salva Ilva', che la Consulta ha ritenuto in parte inammissibili e in parte non fondate.

La facoltà d'uso degli impianti dell'area a caldo sequestrati, potrà non essere (ulteriormente) consentita dall'autorità giudiziaria nel caso in cui nel futuro vengano trasgredite le prescrizioni dell'Aia riesaminata.

Per il gip, eventuali proroghe all'Ilva, da parte dell'autorità competente, per adempiere alla prescrizioni dell'Aia riesaminata non potrebbero essere concesse senza realizzare un obiettivo sbilanciamento nella tutela dei diritti in gioco, a detrimento del diritto alla salute e all'ambiente salubre.

Secondo il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, però “Il percorso di attuazione dell'Aia non è stato rispettato. Non è accettabile trasgredire a un percorso che deve essere applicato rigidamente. Bisogna re intervenire”.

Ma per ‘salvare’ l’Ilva al momento è stato detto no ad un commissario ad acta e sì ad una sorta di blind trust che sospenda temporaneamente i poteri dell'attuale proprietà per arrivare al pieno rispetto dell'Aia e al salvataggio dell'Ilva.

L'ipotesi del governo è affidare la maggioranza della holding Riva Fire spa, oggetto del maxisequestro da 8,1 miliardi su beni conti e quote societarie, ad un organismo fiduciario del governo.

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di Marcello Tansini pubblicato il