BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Redditometro: nuovo sistema 2013 come spesomestro limitato contro evasione fiscale per Corte Conti

Redditometro dalle potenzialità limitate: il parere della Corte dei Conti



Mentre si avvicina l’entrata in vigore del nuovo redditometro, che sarà a regime da questo mese di giugno, e già presentato alle diverse categorie, dopo una revisione e una semplificazione, volta a rendere più preciso e puntuale il nuovo sistema di controllo contro l’evasione fiscale, per i tecnici della Corte dei Conti il redditometro avrebbe limitate potenzialità di scoprire i furbetti del Fisco.

Secondo la Corte, infatti, il problema dell'evasione non si potrà risolvere con il solo redditometro, perché ‘il clamore mediatico suscitato dal nuovo meccanismo di ricostruzione sintetica dei redditi appare francamente sproporzionato alle limitate potenzialità dello strumento e alla presumibile efficacia dello stesso che continuerà, inevitabilmente, a costituire un criterio complementare per l'accertamento dell'Irpef’.

Secondo la Corte, ‘anche lo spesometro, con il quale vengono registrate tutte le operazioni verso i consumatori finali di importo pari o superiore a 3.600 euro, comporta alcuni rischi, tra i quali effetti negativi sui consumi o, peggio, l'aumento della propensione ad effettuare acquisti di beni e servizi in nero’.

Sembra, dunque, che la Corte dei Conti bocci sia nuovo redditometro che spesometro. Ma i giudici della Corte si esprimono anche in merito alla crisi attuale di Equitalia e sostengono che ‘nel 2012 gli incassi da ruolo sono crollati del 12,7 % e nei fatti l'agente pubblico della riscossione ha mollato il recupero dei crediti vantati dai comuni con una riduzione che si attesta a quasi il 10%’.

Sempre secondo i giudici il carico affidato ad Equitalia, al netto di sgravi e sospensioni, è cresciuto ulteriormente (quasi del 2%, fino a circa 77 miliardi), anche se a un ritmo molto più contenuto di quelli nel triennio precedente (+50% rispetto al 2008).

Inoltre,  il tasso di riscossione (rapporto fra il riscosso e il carico netto) si è attestato all'1,94% registrando una nuova riduzione dopo quella del 2011, scendendo molto al di sotto del minimo toccato nel 2006 (2,66%).

Valutando questi numeri, i giudici concludono che i ‘risultati concreti dell'attività di riscossione  sono risultati cedenti rispetto alla crescente massa dei ruoli trasmessa dagli Enti creditori’. I giudici giustificano questo crollo a causa della forte crisi congiunturale che stiamo vivendo e del peggioramento del quadro economico generale.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il