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Redditometro 2013: le voci controllate dal nuovo sistema. Ecco come funziona

Le voci nel mirino del nuovo redditometro: partono i controlli su tutto



Partono da questo mese di giugno i controlli del nuovo redditometro 2013, per verificare spese, entrate, uscite e compatibilità dei contribuenti italiani. Si tratterà di un redditometro in versione soft che non considererà le medie Istat per le spese per cibo, che riguardano sia le spese al supermercato sia al ristorante; abbigliamento o calzature, mentre i costi di gestione di un immobile (spese di condominio) o di un'automobile saranno valutate nel redditometro in base alle medie.

Altra novità prevista sarà quella di evitare il contenzioso con i contribuenti. Questo il compito cui sarà chiamata l’Agenzia delle Entrate. Questo meccanismo dovrebbe prevedere tre step per il contribuente, a partire dal fatto che il primo contraddittorio con il sospettato non prevederà più per il contribuente l'obbligo di fornire le prove, cioè gli scontrini delle spese dichiarate.

Basteranno confronto dialettico e buonsenso. Se i dubbi del Fisco rimarranno, l'ufficiò proporrà l'adesione all'accertamento, e se, terzo step, emergerà un'evasione fiscale inferiore ai 20mila euro, lo Stato proporrà una mediazione. Nel mirino ci saranno i grandi scostamenti tra le spese effettuate nel corso dell'anno e i redditi dichiarati al Fisco.

Tante le voci controllate, dalla casa, all'auto, ai conti correnti, ai prestiti e alle donazioni familiari, ai titoli di Stato o vincite di giochi e lotterie, alle spese ordinarie effettuate, comprese quelle per la spesa, a quelle per beni voluttuosi, come oggetti di lusso, spa e abbonamenti in palestra.

Il nuovo redditometro penderà come una spada di Damocle su tutti i contribuenti italiani, nonostante le proteste da parte di diverse associazioni, secondo qui questo strumento violerebbe la privacy di ognuno.

Per quanto riguarda il capitolo investimenti, è bene chiarire che dovrà innanzitutto essere verificata la correttezza dell'importo riportato nell'avviso di accertamento relativo alle spese di investimento, come l'acquisto di immobili, auto, titoli di Stato, ma anche gioielli e beni d'antiquariato.

Per ridurre il peso del valore calcolato dal Fisco, la difesa dovrà reperire le prove che attestano i finanziamenti o i mutui ottenuti, anche da soggetti privati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il