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Redditometro: liste presunti evasori già pronte. Si inizia dal 2009

Nuovo redditometro pronto a partire. I primi evasori



Mentre la Corte dei Conti spinge affinchè il mondo della politica riconsideri gli strumenti da usare per combattere l'evasione fiscale, il nuovo redditometro si prepara ad entrare in vigore proprio in questo mese di giugno.

Il primo l'anno d'imposta che finirà nel mirino sarà il 2009 e saranno messi a confronto la somma dichiarata dal contribuente con il reddito ricostruito sulla base dei soli dati conosciuti al Fisco perché presenti nei database dell'anagrafe tributaria.

E sembra siano già pronte le prime liste dei presunti evasori in cui sono finiti coloro per cui si è registrato un scostamento significativo tra quanto dichiarato e quanto effettivamente speso, più elevato rispetto al 20% ufficialmente indicato dalla normativa.

In nessun caso, secondo un principio che era già stato illustrato a gennaio dal vicedirettore delle Entrate, Marco Di Capua, sono finiti negli elenchi contribuenti per i quali lo scostamento fra i guadagni scritti in dichiarazione e quelli presunti in base alle spese certe sia inferiore a 12mila euro, a prescindere dalla regola del 20%.

Per quanto il nuovo redditometro, non considererà le medie Istat per rilevare le spese per cibo, abbigliamento o calzature, mentre saranno valutate nel redditometro in base alle medie i costi di gestione di un immobile (spese di condominio) o di un'automobile. 

Altra novità del redditometro 2013 è quella che prevede la possibilità di evitare la lite con il contribuente oggetto di controlli fiscali. Si cercherà, infatti, di evitare il contenzioso da parte degli uffici delle Entrate coinvolti tentando in primo luogo una conciliazione tra il Fisco e il contribuente. In questa circostanza non si chiederà a quest’ultimo di esibire i documenti, come scontrini, ricevute o fatture, in suo possesso per dimostrare la sua buona fede. Si procederà al semplice confronto dialettico.

Se poi i dubbi del Fisco rimarranno, l'ufficiò proporrà l'adesione all'accertamento, e se, terzo step, emergerà un'evasione fiscale inferiore ai 20mila euro, lo Stato proporrà una mediazione.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il