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Blocco stipendi dipendenti pubblici e statali 2014: la situazione aggiornata

Confermato blocco stipendi: la situazione e come ci si è arrivati



Il blocco degli stipendi di statali e dipendenti pubblici è stato confermato fino al 31 dicembre 2014 per i dipendenti pubblici. La conferma è arrivata anche dal neo ministro della funzione pubblica Gianpiero D’Alia, che ha lasciato intendere come, sul fronte stipendi, ci siano pochissime risorse per un riavvio degli indici salariali entro l’anno in corso.

Secondo il ministro D'Alia, infatti, “le condizioni economico-finanziarie non permettono di rivedere gli stipendi dei dipendenti pubblici, è un fatto di responsabilità”.

Il regolamento prevede la proroga, fino al 31 dicembre 2014, del blocco della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti; il blocco, senza possibilità di recupero, delle procedure contrattuali e negoziali ricadenti negli anni 2013-2014; il blocco del riconoscimento degli incrementi contrattuali eventualmente previsti a decorrere dal 2011; il blocco, senza possibilità di recupero, del riconoscimento di incrementi a titolo di indennità di vacanza contrattuale.

Si è iniziato a parlare di blocco di stipendi per gli statali quando iniziarono a circolare voci di default dell’Europa, in cui i Paesi membri non potevano assicurare il pagamento degli stipendi e delle pensioni ai propri dipendenti.

Tra i paesi a rischio default, insieme all’allora flagellata Grecia, c’era anche l’Italia e, per evitare il cosiddetto contagio, l’allora governo, guidato da Silvio Berlusconi, presentò provvedimenti che prevedevano anche il cosiddetto blocco degli stipendi con moratoria di tre anni.

La stessa norma prevedeva poi che tutte le retribuzioni successive al 31 dicembre 2010 non potevano essere superiori a quelle percepite nell’anno 2010 ed anche il blocco triennale dei passaggi di fascia, che andava a toccare soprattutto il personale della scuola.

Iniziarono, dunque, le proteste da parte del personale docente, proteste che si sono risolte nella riduzione a due anni rispetto all’iniziale blocco triennale previsto, per cui i docenti che nell’anno 2010 salivano di uno step hanno ricevuto quanto effettivamente gli spettava.

Solo nel 2013 invece, sempre per il personale docente, è stato possibile recuperare l’anno 2011. Ora, il governo in carica, ha nuovamente bloccato gli aumenti contrattuali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il