Confindustria: piano con 5 proposte per rilancio aziende ed economia in forte crisi

Il piano Confindustria contro la crisi: quale la soluzione?



Dopo aver reso noti dati allarmanti sulla condizione occupazionale in Italia e le imprese nel 2012 e nei primi mesi del 2013 sono state costrette a chiudere, Confindustria presenta il Progetto per l'Italia, lanciando cinque proposte da attuare il più in fretta possibile.

Secondo Confindustria, a causa della crisi ogni giorno in Italia chiudono 40 imprese manifatturiere e la profondità e la durata degli effetti della crisi hanno messo a dura prova la tenuta del tessuto sociale ed industriale del nostro Paese. Otto milioni di persone vivono in condizioni di povertà, quattro giovani su dieci sono senza lavoro.

La produzione industriale è crollata del 25% in media e in alcuni settori di oltre il 40% dal picco pre crisi con circa 40 imprese manifatturiere che spariscono ogni giorno’.

Per arginare questa situazione di difficoltà, e cercare di rilanciare l'economia nel Belpaese,  nasce il Progetto per l’Italia: si tratta di cinque proposte per il rilancio economico, industriale e sociale del Paese che, secondo Confindustria, ‘daranno frutti nel tempo solo se saranno sostenute da un governo capace di attuare le riforme necessarie per riportare l’Italia fuori dalle secche della crisi’.

Le proposte partono dalla necessità di avviare una capillare opera di semplificazione normativa e di ‘sburocratizzazione' del Paese. Serve, infatti, secondo Confindustria, una governance pubblica snella, un quadro normativo leggero, chiaro e prevedibile, in cui venga riconosciuto il ruolo centrale dello Stato nelle decisioni di investimento di interesse strategico.

E' necessario poi tagliare in modo drastico i costi per le imprese e aumentare la produttività con un fisco più leggero, semplice e meglio distribuito, riducendo di almeno 11 punti gli oneri sociali che gravano sulle imprese manifatturiere e detassando i salari di produttività.

Serve poi nuova liquidità per l’economia, iniziando dal pagare al più presto tutti i debiti della pa e sostenere l’accesso al credito delle Pmi rafforzando e migliorando gli strumenti già disponibili; così come, quarta proposta, è necessario anche rendere il mercato del lavoro meno inefficiente, attraverso un patto generazionale che favorisca da un lato il ricambio tra le generazioni e dall’altro la coesione sociale.

Infine, secondo Confindustria, bisogna detassare gli investimenti in ricerca e innovazione e favorire gli investimenti pubblico-privati in infrastrutture materiali e non.

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di Marianna Quatraro pubblicato il