BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anzianità e vecchiaia: il piano Letta-Giovannini

Modifiche pensioni e nuove ipotesi: cosa potrebbe cambiare



Sono in vigore solo da gennaio di questo 2013 le nuove regole pensionistiche ma già si pensa a modifiche a in merito. Innanzitutto c’è da sottolineare che con le nuove norme, nasce una ‘nuova’ pensione di vecchiaia e la pensione anticipata, mentre anzianità e quote non esistono più, inoltre, è stato esteso a tutti il sistema di calcolo contributivo, che si basa sulla contribuzione versata durante la vita lavorativa.

La differenza rispetto al sistema retributivo precedentemente vigente è che si basa sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di vita lavorativa. Tutti i lavoratori che, dunque, avrebbero usufruito di una pensione calcolata esclusivamente con il calcolo retributivo (più vantaggiosa) avranno una pensione calcolata con entrambi i sistemi di calcolo, sia retributivo, che contributivo.

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, le attuali norme prevedono possano prenderla le lavoratrici dipendenti iscritte all’Assicurazione Generale Obbligatoria e forme sostitutive con 62 anni e con aumento progressivo fino al raggiungimento dei 66 anni nel 2018; le lavoratrici autonome e lavoratrici iscritte alla gestione separata con 63 anni e 6 mesi e con aumento progressivo fino al raggiungimento dei 66 anni nel 2018; le lavoratrici del pubblico, lavoratori del pubblico e del privato con 66 anni.

Per tutti si dovrà aggiungere anche l’adeguamento alla speranza di vita. Il primo adeguamento arriva in questo 2013 e sarà pari a 3 mesi. Dopo i primi due adeguamenti triennali, 2013 e 2016, a partire dal 2019 l’adeguamento alla speranza di vita sarà biennale.

Nel 2021 per la pensione di vecchiaia si dovranno raggiungere almeno i 67 anni e un minimo di 20 anni di contribuzione. Intanto, la pensione di anzianità non esiste più, sostituita dalla quella anticipata.

Ciò significa che non bastano più 40 anni e si può accedere al trattamento pensionistico anticipato, per lavoratrici del pubblico e del privato, 41 anni e 1 mese di versamenti; mentre per i lavoratori del pubblico e del privato, con 42 anni e 1 mese di versamenti. Tali requisiti aumenteranno di un ulteriore mese per il 2013 e di un ulteriore mese per il 2014.

Chi, invece, decide di andare in pensione prima dei 62 anni, avrà una penalizzazione pari all’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto ai 62 anni.

Ciò che il nuovo governo propone è un sistema di pensioni più flessibili, che preveda anche penalizzazioni e bonus, e una staffetta generazionale, volta ad incrementare l’ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani. Tra le ipotesi allo studio, la possibilità di andare in pensione a 62 anni con 35 di contribuzione, sistema che permetterebbe anche di arginare il fenomeno esodati.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il