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Imu prima casa: rimodulata in base ai redditi. Ma Pdl vuole blocco e cancellazione

Rimodulare i pagamenti Imu sui redditi: le nuove proposte



Mentre il Pdl avanza le richieste del Pdl di abrogazione definitiva dell’Imu per i proprietari di prime abitazioni, c’è chi pensa alla rimodulazione dell’imposta in base ai redditi percepiti. Un punto di equilibrio si sarebbe trovato su un innalzamento delle franchigie modulato su 6 fasce di reddito Isee.

L’operazione lascerebbe esente il 55,4% dei proprietari mentre il 14,8% gioverebbe di uno sconto medio di 150 euro e 5,2 milioni di contribuenti più ricchi tornerebbero a pagare come prima. Il costo dell’operazione sarebbe 2,9 miliardi di euro.

Il percorso sarebbe, però, lungo, perchè dopo aver rimodulato la tassa, a fine anno si andrebbe alla revisione delle rendite catastali, che oggi hanno un valore medio di 82mila euro contro i 180 mila del valore di mercato, e nel 2014 si dovrebbe arrivare alla riforma della tassazione comunale, accorpando nella tassa Ics (Imposta casa e servizi), Imu, Tares, registro e addizionale Irpef regionale.

Il punto di incontro tra abolizione totale e rimodulazione potrebbe essere quello di alzare l’attuale franchigia di 200 euro in misura inversamente proporzionale a 6 fasce di reddito Isee, fissate a 5mila, 7.500, 10 mila, 15mila, fino e oltre 20 mila euro.

Secondo simulazioni del Servizio politiche del territorio della Uil si continuerebbe a non pagare con 5mila euro di reddito Isee, che corrispondono a un imponibile di 18 mila euro per una famiglia composta da due coniugi e due figli con una casa di 80 mq gravata da mutuo., mentre sopra i 20 mila euro Isee (45mila euro per coniugi con un figlio e casa senza mutuo) tutto tornerebbe com’era.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il