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Esodati: quando e come si potrebbe trovare soluzione definitiva

Come risolvere una volta per tutte la questione esodati: le ipotesi al vaglio



Mentre c’è bisogno ancora di fare chiarezza sui numeri che riguardano la questione esodati, considerando che c’è chi ne stima 130,140mila, mentre le stime ufficiali parlano di 200mila persone che ancora rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione, si cerca di capire anche quale possa essere la strada giusta per arrivare a soluzioni concrete.

Sono, infatti, mesi che si discute del problema, mesi che la forze politiche garantiscono soluzioni e mesi di silenzio che ancora si susseguono. E mentre il governo è impegnato a ‘riformare’ Imu, iva e pensioni, la questione esodati resta ancora aperta.

Allo studio del governo ci sarebbe attualmente non la possibilità di allargare la platea di coloro cui riservare una salvaguardia, ma quella di proporre un'uscita dal lavoro in anticipo. Allo studio anche la possibilità di uscita graduale del lavoratore, con il passaggio a part time del suo rapporto, cui corrisponda, però, l’ingresso di un apprendista o, meglio, di un nuovo contratto a tempo indeterminato destinato a un giovane.

Si spera così di porre fine ad una situazione davvero ingarbugliata che fino ad ora è riuscita a proporre salvaguardie solo a 130mila persone, che sono quelle individuate dai tre decreti del precedente governo Monti.

Queste 130mila persone sono state divise in tre platee, una prima di 65mila, di cui però solo 62 hanno al momento effettivamente ricevuto le tutele stabilite; una seconda di 55mila, e un’ultima di 10mila, costituita da coloro già tutelati con l'approvazione dell' ultima Legge di Stabilità. Fanno parte di questa platea i dipendenti che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità entro il 4 dicembre del 2011, anche se hanno continuato a lavorare fino al 30 settembre del 2012; i lavoratori  che hanno siglato  un'intesa a livello territoriale; gli ex lavoratori che, sempre entro il 31 dicembre del 2011, avevano ricevuto l'autorizzazione al versamento volontario dei contributi necessari a  maturare la pensione.

Esclusi dalla salvaguardia coloro che hanno intrapreso rapporti di lavoro dipendenti a tempo indeterminato; escluso dalla salvaguardia anche chi, a causa della ridefinizione dei requisiti così come stabilito dalle leggi 122/10 e 214/11 in materia di speranze di vita, termini la mobilità o la cassa in deroga prima di raggiungere i requisiti utili al pensionamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il