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Agenda Digitale: Francesco Caio è il nuovo responsabile. Italia sempre molto indietro

Italia bacchetta da Ue su ritardo su Agenda Digitale. Nuovi impegno da Caio



Si chiama Francesco Caio il nuovo 'Mr Agenda Digitale'. Nominato dal premier Enrico Letta, Caio ha dichiarato: “Sono onorato della fiducia accordatami dal Presidente del Consiglio Letta nell'affidarmi questo incarico che, d'accordo con il Cda di Avio, considero un'occasione di volontariato civile cui dedicare nei prossimi mesi una parte del mio tempo a titolo gratuito”.

E ha spiegato: “I temi dell'innovazione e dell'Agenda Digitale stanno molto a cuore al Presidente per il loro potenziale di crescita, inclusione sociale e occupazione, non solo giovanile, e per l'impatto sul miglioramento della qualità della vita delle persone.

Spero di poter dare a lui e alla sua squadra un contributo nell'azione di coordinamento, incoraggiamento e valorizzazione delle molte persone e Istituzioni che stanno già lavorando all'innovazione digitale in Italia”. Il manager alla guida da un paio di anni di Avio, ora controllata da General Electric, lavorerà pro bono.

Nonostante l'impegno dichiarato da Caio sui futuri lavori in Italia, il Belpaese continua ad essere bacchettato dall'Unione europea per il suo ritardo circa l'implementazione dell'Agenda digitale.

Secondo Bruxelles, infatti, il nostro Paese sconta un pauroso ritardo rispetto alla Ue: gli italiani, secondo l'Unione Europea, utilizzano meno dei concittadini europei una rete che risulta comunque più lenta che negli altri paesi dell'Unione, approfondendo il divario economico fra l'Italia e il resto dell'Unione.

La rete italiana, poi, risulta essere ben più lenta di quella europea e sfruttata poco: se il 98% delle linee a banda larga hanno una velocità di o superiore a 2 megabit, solo il 14% delle connessioni arriva o supera i 10, mentre sulla banda ultra larga, cioè superiore ai 30 Mbps, ci si ferma su un desolante 0%, o poco più.

In Europa, invece, il 14,8 % delle connessioni viene a velocità uguali o superiori a 30 Mpbs, mentre in Italia a quella percentuale arrivano solo le abitazioni servite da tale connessione, anche se quasi nessuno le attiva effettivamente.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il