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Decreto del Fare: le novità per aziende e famiglie. Le misure ufficiali approvate

Poteri Equitalia limitati, costi meno alti sulle bollette, agevolazioni alle imprese: le novità del Decreto del Fare



Bollette di luce e gas meno care, Equitalia non potrà più pignorare la prima casa o metterla all’asta, iter burocratico meno complesso per ottenere la cittadinanza italiana, nuove assunzioni nelle università e nuove risorse per le borse di studio destinate agli studenti più meritevoli ma anche una burocrazia più leggera e maggiori agevolazioni per le imprese.

Queste le misure principali contenute nel cosiddetto Decreto del Fare varato dal governo Letta sabato scorso. Il decreto apre, infatti, il credito alle piccole e medie imprese ampliando il fondo di garanzia e prevedendo l’intervento della Cassa depositi e prestiti; offre un sostanzioso sconto nelle bollette di gas e luce, mettendo in capo ai gestori eventuali scompensi.; limita i poteri di Equitalia, e non solo.

Per le imprese diventerà più facile accedere al fondo di garanzia delle Pmi e per riattivare il circuito del credito il decreto prevede il potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia, per consentire l'accesso a una platea molto più ampia di piccole e medie imprese.

Per questo sono previsti nuovi criteri di accesso per il rilascio della garanzia che allargherà la platea delle imprese che potranno utilizzare il Fondo. E’ stato, inoltre, programmato un grosso rifinanziamento che permetterà di attivare un credito aggiuntivo per circa 50 miliardi.

Sono stati, poi, stanziati 5 miliardi per l'acquisto di nuovi macchinari e le Pmi potranno accedere a finanziamenti a tasso agevolato per l'acquisto di tali macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo.

I finanziamenti saranno concessi entro il 31 dicembre 2016 da banche convenzionate ed avranno durata massima di 5 anni e per un valore non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa.

Previsto, inoltre, un nuovo piano nazionale per le zone a burocrazia zero e multe alle P.A. che ritardano con l'introduzione di un indennizzo monetario a carico delle P.A. in ritardo nella conclusione dei procedimenti amministrativi.

Se il titolare del potere sostitutivo, cioè chi subentra al funzionario ritardatario, non conclude la procedura, scatta un risarcimento pari a 50 euro al giorno fino a un massimo di 2.000 euro. Se non liquidata, la somma può essere chiesta al giudice amministrativo con una procedura semplificata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il