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Unico 2013: proroga all'8 Luglio ufficiale, ma i problemi sono gli studi di settore

Prorogati versamenti Unico 2013: il problema degli studi di settore



E' stata confermata la proroga all'8 luglio del termine dei versamenti per Unico 2013 per i contribuenti che sono soggetti agli studi di settore. Il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha infatti reso noto che i versamenti senza maggiorazioni potranno essere effettuati entro l'8 luglio del 2013 rispetto alla data di scadenza classica del 16 giugno che quest'anno, cadendo di domenica, fa spostare automaticamente il termine originario al 17 giugno del 2013.

Si potranno pagare le tasse dal 9 luglio del 2013 al 20 agosto del 2013 versando una maggiorazione pari allo 0,40% a titolo di interessi. I contribuenti che possono fruire della proroga possono essere persone fisiche e non, che presentano Unico 2013 e studi di settore, relativamente a tasse che non riguardano solamente l'Ires e l'Irpef, ma anche l'Ivafe, imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero, la cedolare secca sugli affitti ed anche l'Ivie, imposta sul valore degli immobili situati all’estero.

Il problema reale sono gli studi di settore: essi risultano spesso inviati senza alcun approfondimento preliminare ai contribuenti il cui fatturato si sia rivelato per il terzo anno consecutivo non coerente con tali studi.

Tutti i modelli tengono conto degli interventi agli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2012, previsti dai decreti ministeriali del 21 marzo 2013, del 28 marzo 2013 e del 23 maggio 2013.

Tra le principali novità di quest’anno si segnala che per ciascuno dei 205 studi è stato predisposto un quadro specifico, denominato T, contenente le informazioni utili ai fini dell’applicazione dei correttivi anticrisi previsti per il periodo d’imposta 2012.

Inoltre, nel quadro A dei modelli relativi alle attività professionali, è stato aggiunto un rigo per la raccolta delle informazioni relative agli apprendisti che prestano attività lavorativa all’interno degli studi professionali.

Inoltre, in relazione agli eventi sismici del 2012, chi è residente o ha la sede operativa in uno dei Comuni individuati nel D.M. del primo giugno 2012 e rientra in una delle cause di esclusione dell’applicazione degli studi di settore relative a cessazione attività, liquidazione volontaria o periodo di non normale svolgimento dell’attività, non è obbligato alla presentazione dei modelli degli studi di settore e di quelli INE.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il