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Wall Street: chiusura pesante dopo parole Bernanke. I motivi

Le parole di Bernanke e il giovedì nero di Wall Street: la situazione



Dopo la chiusura nera di ieri, giovedì 20 giugno, occhi puntati stamattina sulla riapertura di Wall Street. Ieri mercati e operatoti hanno reagito negativamente all'intento della Federal Reserve di ridurre gradualmente il proprio piano di stimoli per l'economia, fino a interromperlo del tutto fra un anno se si registrerà una crescita sufficiente.

Il presidente Bernanke ha, infatti, annunciato  il calendario della exit strategy dal programma di quantitative easing che va avanti ormai da oltre quattro anni. Wall Street finora è salita molto anche grazie alle continue immissioni di liquidità della Fed, ma ora che si profila addirittura l’azzeramento degli stimoli monetari entro metà 2014, gli investitori sono molto preoccupati e vendono azioni e bond.

In chiusura l'indice Dow Jones ha ceduto infatti 352,03 punti pari al 2,33%, precipitando a quota 14.760,16, male anche il tecnologico Nasdaq, sceso a quota 3.364,64 dopo aver perso a sua volta 78,57 punti pari al 2,28%.

Il risultato peggiore è stato quello dello Standard&Poor's500, crollato di 40,58 punti pari al 2,49% per attestarsi infine a quota 1.588,35: si tratta del peggiore calo in un'unica seduta registrato dal novembre 2011.

Sui listini occhi puntati su Google (-1,7%) dopo che l’Authority francese sulla privacy ha concesso al gigante di internet tre mesi di tempo per adeguarsi al quadro legislativo francese. Mentre Microsoft (-3,2%) ha dichiarato che non modificherà le controverse politiche riguardanti la console Xbox One in uscita.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il