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Riforma lavoro e amnistia-emergenza carceri: slitta Consiglio dei Ministri Governo Letta di oggi

Slitta il CdM di oggi: i motivi e modifiche in discussione



Slitta il Consiglio dei Ministri in programma per oggi, venerdì 21 giugno, ma la discussione delle misure previste è rimandata alla settimana prossima. “Il piano nazionale per giovani sarà finanziato con risorse proprie, senza assolutamente sforare gli impegni di bilancio che ci siamo presi con l'Europa” ha detto il premier Enrico Letta, sottolineando che le misure saranno, appunto, varate da un Cdm la prossima settimana e prima del Vertice Ue.

Un motivo del rinvio del CdM sarebbe il testo sulle carceri sul quale i ministri dell’Interno Angelino Alfano e della Giustizia Anna Maria Cancellieri non avrebbero ancora trovato un accordo.

Sembra, inoltre, che il parlamentare Pdl Niccolò Ghedini avrebbe chiesto di inserire una norma che prevede gli arresti domiciliari per pene fino a 10 anni, norma su cui il Pd avrebbe detto no.

Sul testo sulle carceri, il ministro Cancellieri ha spiegato che si tratta di “un provvedimento complesso, sul quale si deve ancora riflettere e che viene tenuto molto riservato proprio perché si sta ancora discutendo.

Per chi dovrebbe beneficiare della libertà anticipata, ad esempio, servirebbero controlli adeguati e questo potrebbe creare non pochi problemi alle forze dell’ordine. In più alcuni parlano di una norma che dovrebbe riformare in parte la legge sulla prescrizione.

E anche questo non semplificherebbe le cose”. Tra le misure in discussioni anche possibili cambiamenti alla riforma del Lavoro dell’ex ministro Fornero, novità che riguarderebbero soprattutto apprendistato e contratti a termine.

Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini , ha più volte dichiarato di voler lavorare a modifiche non troppo radicali, concentrando le novità del governo sui contratti a tempo determinato, che la legge Fornero sottopone a troppi vincoli, che disincentivano le assunzioni.

L’ultima riforma del welfare ha allungato l'intervallo di tempo che deve trascorrere tra la scadenza di un contratto temporaneo e il suo successivo rinnovo.

Se l'assunzione iniziale aveva una durata superiore a 6 mesi, oggi bisogna attendere almeno 60 giorni per poterla rinnovare; se invece il contratto ha una scadenza ultra-semestrale, la pausa prevista è di 90 giorni. Soltanto gli accordi collettivi nazionali di lavoro possono introdurre degli intervalli più brevi, senza però scendere al di sotto dei 20-30 giorni.

Il ministro Giovannini intende eliminare le nuove regole, tornando al regime precedentemente in vigore, che prevedeva una pausa di appena 10-20 giorni tra un contratto e l'altro.

Altra modifica riguarda le regole sull'apprendistato: il governo vuol, infatti, eliminare per i prossimi tre anni l'obbligo per le aziende di assumere, alla scadenza del periodo formativo, almeno il 30% degli apprendisti presenti nell'organico (il 50% dal 2015 in poi), pena la perdita delle agevolazioni fiscali e contributive previste per questo tipo di contratti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il