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Bug Facebook rende pubblici 6 milioni di dati

Una falla nel sistema di sicurezza del social network provoca diffusione dati: il problema è ora risolto



Un bug su Facebook ha agevolato la diffusione di sei milioni di dati di utenti del social network e così mail e numeri di telefono sono stati resi noti a tutti. Il problema è stato reso noto dalla stessa azienda che ha spiegato di aver allertato le autorità negli Stati Uniti, Canada ed Europa.

La falla verificatasi, dovuta ad un errore tecnico, si è diffusa tramite uno strumento che permette di aggiornare la propria lista di contatti o di indirizzi su Facebook. Si tratta di una funzione che elabora le agende dei contatti per segnalare nuove possibili amicizie.

A causa del malfunzionamento di questo sistema, sono stati condivisi sei milioni di indirizzi e-mail e numeri di telefono e subitaneamente l’azienda californiana ha diffuso una nota in cui ha riportato: ‘Rispettiamo la privacy, è uno dei nostri scopi farlo seriamente, abbiamo un team di tecnici che segue ogni evoluzione ma in questo caso non siamo riusciti a farlo al cento per cento. Abbiamo già risolto il problema e manderemo una mail per contattare gli utenti’.

In realtà, infatti, in casa Facebook, il bug è stato scoperto giorni fa grazie al programma White Hat ma Mark Zuckerberg ha preferito svelare la falla nel sistema di sicurezza della sua piattaforma quando il problema era già stato risolto e ha spiegato attraverso un comunicato ufficiale: ‘Quando gli utenti caricano la loro lista di contatti su Facebook noi proviamo a confrontare quei dati con le informazioni di altri utenti su Facebook così da generare i suggerimenti.

Per esempio, non vogliamo raccomandare a qualcuno di invitare contatti ad iscriversi a Facebook se questi sono già iscritti a Facebook. A causa del bug alcune delle informazioni che abbiamo utilizzato sono state inavvertitamente archiviate con le informazioni di contatti degli utenti'.

Contemporaneamente, il social network ha tenuto a precisare che il problema era stato risolto, promettendo che la fuga di dati non si ripeterà.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il