Riforma Lavoro approvata oggi in Consiglio Ministri Letta. Novità e misure. Cosa cambia da Fornero

Le misure del nuovo pacchetto lavoro: cosa prevedono



Il Consiglio dei Ministri di oggi, mercoledì 26 giugno, approverà il nuovo pacchetto lavoro proposto dal governo Letta che punta a modifiche della precedente riforma Fornero.

Il premier Letta ha annunciato che “Il Consiglio dei Ministri approverà un pacchetto per il lavoro che prevede agevolazioni per chi assume a tempo indeterminato”.

Rispetto a quanto previsto dalla riforma Fornero, si punta, infatti, a rendere minore il tempo che passa tra un contratto e l’altro. L’ultima riforma del welfare ha allungato l'intervallo di tempo tra la scadenza di un contratto temporaneo e il suo successivo rinnovo.

Se l'assunzione iniziale aveva una durata superiore a 6 mesi, oggi bisogna attendere almeno 60 giorni per poterla rinnovare; se invece il contratto ha una scadenza ultra-semestrale, la pausa prevista è di 90 giorni. Gli intervalli di tempo sono minori solo per gli accordi collettivi nazionali di lavoro, senza però scendere al di sotto dei 20-30 giorni.

Con le nuove misure si punta a raggiungere una pausa di appena 10-20 giorni tra un contratto e l'altro. Altra modifica riguarda le regole sull'apprendistato: il governo vuol, infatti, eliminare per i prossimi tre anni l'obbligo per le aziende di assumere, alla scadenza del periodo formativo, almeno il 30% degli apprendisti presenti nell'organico (il 50% dal 2015 in poi), prevedendo come pena la perdita delle agevolazioni fiscali e contributive previste per questo tipo di contratti.

Il governo ha, inoltre, deciso di stanziare circa 1,3 miliardi di risorse complessive a sostegno del lavoro. Queste risorse prevedono, oltre al miliardo di fondi europei da destinare al Sud, altri 300 milioni per le misure di incentivo alle assunzioni al Centro-Nord.

L’obiettivo è  creare posti di lavoro stabili attraverso forme di decontribuzione per le imprese che assumono giovani in difficoltà economica o convertono contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato; prevedere sgravi fiscali, che però dovrebbero essere limitati agli under 30 disoccupati da almeno 6 mesi e con un basso livello di istruzione o una bassa qualifica professionale; e un nuovo piano ad hoc per il Mezzogiorno, svantaggiato come realtà territoriale, da un punto di vista lavorativo ed economico, rispetto al Nord.

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di Marianna Quatraro pubblicato il