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Riforma Lavoro Governo Letta: cosa prevede. I pro e contro

Critiche al nuovo pacchetto lavoro: le misure



Un incentivo per i datori di lavoro fino a un massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato. L’incentivo è istituito in via sperimentale ed è destinato ai giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni.

Gli incentivi per i datori di lavoro per promuovere forme di occupazione stabile dei giovani fino a 29 anni ammontano complessivamente a 800 milioni di euro. Per potere usufruire dei bonus i giovani devono essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, vivere da soli con una o più persone a carico.

Il bonus viene istituito per promuovere forme di occupazione stabile di giovani e in attesa dell’adozione di ulteriori misure da realizzare anche attraverso il ricorso alle risorse della nuova programmazione comunitaria 2014-2020.

L’incentivo verrà corrisposto per un periodo di 12 mesi ed entro i limiti di 650 euro mensili per lavoratore nel caso di trasformazione a tempo indeterminato. Le risorse andranno soprattutto al Sud. I fondi per gli incentivi per nuove assunzioni ammontano per il Mezzogiorno a 100 milioni per il 2013, 150 per il 2014, 150 per il 2015, 100 per il 2016.

Per le altre Regioni 48 per il 2013, 98 per il 2014, 98 per il 2015, 50 per il 2016. Previsto anche un fondo di due milioni per la formazione dei disoccupati over 50. Il piano del governo sul lavoro non trova, però, riscontri positivi nel mondo degli economisti.

Tito Boeri, per esempio, definisce la mossa del governo un “enorme spreco di denaro, con poche assunzioni”. Sottolineando che quando ci sono pochi fondi “spesi molto rapidamente, si buttano via soldi senza incentivare nuove assunzioni”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il