Pensioni d'oro ma anche redditi sopra 90mila euro. Governo Letta pensa a nuova tassa

Una nuova tassa su pensioni d’oro e redditi elevati: come dovrebbe funzionare questa volta



Sono circa 555 mila i cittadini che rischiano, secondo un conto del Sole 24 Ore, un maxi-prelievo dalla proprie tasche. Pochi giorni fa la Corte Costituzionale ha cancellato prima il contributo di solidarietà sugli stipendi pubblici sopra 90 mila euro e poi quello sulle pensioni dello stesso livello, ma il governo è tornato a valutare l’ipotesi un prelievo su tutti coloro che dichiarano un reddito sopra quota 90 mila euro.

Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha però chiarito le intenzioni del governo: “Sulle pensioni d’oro non si può mettere un contributo di solidarietà perchè è stato bocciato dalla Corte Costituzionale ma si può bloccare l’indicizzazione, cioè l’aggiornamento Istat.

Si tratta di un blocco che a seconda del livello di importo al quale si fissa può produrre effetti non trascurabili”. 

Il sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa, ha poi assicurato “l’intenzione del Governo di ribattere il punto, soprattutto per incidere sulla sperequazione all’interno della spesa pensionistica “. Attualmente ciò che si sa è che dichiarazioni dei redditi alla mano, la platea cui dovrebbe essere applicata la nuova tassa non è molto estesa ma comunque ampia.

I contributi di solidarietà cancellati dalla Consulta partivano da 90 mila euro, e nel 2011 a dire al Fisco di guadagnare più di questa cifra sono stati 555.294 persone, cioè l'1,35% dei contribuenti.

Il 57,9% di loro è lavoratore dipendente, un altro 28,3% è rappresentato da pensionati e i lavoratori autonomi sono il 13,8%. Poi, sopra i 100 mila euro di reddito lordo annuo si collocano 428.032 contribuenti (l'1% del totale), sopra i 150 mila sono in 156.728 (0,38%) e sopra i 300 mila in 31.752 (8 dichiarazioni ogni 10 mila).

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di Marianna Quatraro pubblicato il