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Pensioni: prelievo solidarietà e tassa per pensioni d'oro, stipendi e redditi sopra 90mila euro

Chi potrebbe essere colpito dal nuovo prelievo su redditi e pensioni: le ipotesi al vaglio del governo



Si torna a parlare di tasse su pensioni d'oro e redditi più alti: torna, infatti, l'eterno dibattito sulle pensioni d'oro, cioè sugli assegni superiori a una certa cifra che una recente sentenza della Corte costituzionale ha salvato da ogni prelievo aggiuntivo.

I giudici hanno , infatti, cancellato il contributo di solidarietà che prevedeva un prelievo del 5% delle quote di pensione superiore a 90mila euro, il 10% di quelle superiori a 150mila e il 15% della parte che supera i 200mila euro.

La Consulta ha negato la legittimità costituzionale del meccanismo, perché per la nostra Carta fondamentale (articolo 53) ogni reddito è uguale e ciascuno paga in proporzione alla propria ‘capacità contributiva, a prescindere dal fatto che i guadagni derivino da rapporti di lavoro (pubblici o privati) o da pensione’.

Ma il governo torna a parlare oggi della possibilità non di una nuova tassa diretta su pensioni d’oro e stipendi superiori ai 90mila euro, quanto di un prelievo che deve, però, ancora essere definito.

Il problema da definire sarebbe anche chi  andare a colpire, perché un conto è limitare gli stipendi dei vertici della Pa, un altro, come ha detto Renato Brunetta, “è imporre un sacrificio su tutti i redditi alti, e, a seconda della platea, cambiano le maggioranze politiche disposte a sostenere l'intervento”. Quale sarà, dunque, la strada che il governo deciderà di percorrere?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il