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Esodati: nuove salvaguardie da Settembre. Ipotesi e proposte Letta-Giovannini

Nuove speranze per gli esodati da settembre: cosa intende fare il governo



Dopo le decisioni di congelare il primo pagamento Imu di giugno per le prime case, di far slittare al primo ottobre l’aumento di un punto percentuale dell’Iva (dal 21 al 22%), e l’aver recuperato nuove risorse per il nuovo piano lavoro, il governo torna ad occuparsi della questione esodati, che resta ancora il problema più spinoso da risolvere.

Dopo aver tutelato, con i tre decreti dell’ex governo Monti, 130persone, si stima, infatti, che siano circa 200mila coloro che ancora rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione e per cui sono necessarie nuove risorse. Senza considerare i potenziali esodandi che potrebbero andare ad accrescere la platea già piuttosto affollata degli esodati attuali.

Per scongiurare, dunque, che la situazione peggiori, il governo ha deciso, come annunciato qualche giorno fa dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, di procedere “all'utilizzo integrale delle risorse destinate alla salvaguardia dei cosiddetti lavoratori esodati”.

Giovannini ha annunciato: “Utilizzeremo appieno il fondo della legge di stabilità con 36 milioni di euro per il 2013. In questo confluiranno le eventuali altre economie e serviranno a incrementare la platea dei salvaguardati”. Poi, si spera che la soluzione di un sistema di pensioni più flessibili, che permetterebbe di lasciare il lavoro 62 anni, con 35 di contribuzione ma prevedendo penalizzazioni, possa servire a risolvere il problema.

Il ministro Giovannini ha assicurato che si occuperà di questa modifica alla riforma delle pensioni a partire da settembre. Intanto, il fondo da 36 milioni di euro dovrebbe assicurare un sussidio a coloro ancora sprovvisti dell’adeguata contribuzione in seguito all’ammissione alla salvaguardia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il