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Pensioni d'oro e redditi sopra 90mila: nuove tasse per cambiare pensioni Legge Fornero

Governo pensa a nuova tassa su pensioni d’oro e redditi oltre i 90mila euro: le ipotesi allo studio



Mentre una sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito la restituzione dei soldi versati come contributo di solidarietà per  i pensionati ricchi, ritenendo discriminatoria la decisione nei confronti dei pensionati, in quanto toccava solo il loro reddito e non quello di tutti i lavoratori, il governo Letta studia un nuovo superprelievo su pensioni d’oro e redditi esorbitanti.

Prima che la Corte definisse la decisione ‘discriminatoria’, il contributo di solidarietà prevedeva un taglio del 5% per le pensioni sopra i 90 mila euro annui, del 10% per le pensioni sopra ai 150 mila euro e del 15% per i pensionati d'oro con oltre 200 mila euro annui di pensione.

Dopo la bocciatura del decreto, i ricchi pensionati si vedranno restituire anche le somme già versate, ma il nuovo governo ha in cantiere un'altra battaglia per l'estensione di tale prelievo anche ai redditi ultra-ricchi. Il nodo è sul chi andare a colpire.

Dai dati emerge che la platea non sarebbe infinita ma comunque significativa: secondo il Fisco, nel 2011 a guadagnare più della cifra prevista sono stati 555.294 persone, cioè l’1,35% dei contribuenti, il 57,9% di loro è lavoratore dipendente, un altro 28,3% è rappresentato da pensionati, mentre i lavoratori autonomi sono il 13,8%.

Sopra i 100mila euro di reddito lordo annuo, ci sarebbero 428.032 contribuenti (l’1% del totale), sopra i 150mila 156.728 (0,38%) e sopra i 300mila 31.752 (8 dichiarazioni ogni 10mila). Questi ultimi sono gli unici che pagano il contributo di solidarietà ancora in vigore, quello che chiede il 3% lordo della quota di reddito che supera appunto i 300mila euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il