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Pensioni: requisiti proposte Governo Letta. Come cambia Legge Fornero

Età pensionabile più flessibile: il nuovo piano pensioni



Una riforma previdenziale da modificare, quella firmata dall'ex ministro Fornero, che innalzato l'età del pensionamento, fissandola a 66 anni per tutti.

L’attuale ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha, già tempo fa, annunciato di voler rendere più flessibili tali regole, per permettere ai lavoratori di mettersi a riposo prima, favorendo la cosiddetta staffetta generazione e cercando di evitare che si crei un nuovo esercito di esodati, cioè di lavoratori anziani che rischiano, per effetto delle norme Fornero, di rimanere senza lavoro e senza pensione.

Secondo il ministro Giovannini, “La riforma pensionistica che ha allungato l’età anagrafica per ritirarsi dal lavoro ha stabilizzato nel lungo termine tutta la finanza pubblica. Ha compensato decenni di sistema pensionistico di tipo retributivo che ha dato benefici a chi, in realtà, non aveva facoltà. La fase di slittamento tra il vecchio e il nuovo sistema è stata molto violenta con la riforma Fornero, ma può essere modificata per essere resa più flessibile”.

Per lasciare il lavoro, la proposta avanzata dal presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, è quella di poter lasciare il lavoro con un’età pensionabile che potrà variare tra i 62 e i 70 anni, ma avendo maturato 35 anni di contributi, con penalizzazioni sull'assegno.

Sono, nel dettaglio, previste penalizzazioni del 2% per ogni anno di pensionamento anticipato rispetto alla soglia dei 66 anni, fino a un massimo dell'8%. La penalizzazione massima si ha a 62 anni, con un taglio dell'8% sull'assegno.

Non solo penalizzazioni, però, perché questo sistema prevede anche incentivi per chi decide di rimanere a lavoro più del previsto. In questo caso, si avrà un aumento dell'assegno del 2% ogni 12 mesi in più di permanenza in servizio, fino alla soglia massima dei 70 anni.

Il sistema prevederebbe, nel dettaglio, una decurtazione dell’8% a 62 anni, del 6% a 63 anni, del 4% a 64 anni e del 2% a 65 anni; si riceverà invece un bonus del 2% se si deciderà di andare in pensione a 67 anni, bonus che salirà al 4% a 68 anni, a 69 anni l’incentivo sarà del 6%, mentre a 70 si arriverà all’8%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il