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Esodati, Imu 2013 prima casa, iva: i fondi non possono arrivare da sblocco Europa

Italia, investimenti e posizione Ue: la situazione



Non ci sarà alcun tesoretto per finanziare le manovre sull'Imu, sull'Iva e per sciogliere il nodo esodati. Il ministro degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, ha infatti spiegato che “la possibilità di investimenti pubblici viene ora pienamente riconosciuta, ma unicamente a quei Paesi nei confronti dei quali non risulta aperta la procedura per deficit eccessivo.

Questo dimostra quanto sia stato importante per l'Italia conseguirne la chiusura già quest'anno. Ora si tratta di individuare concretamente gli investimenti più idonei a favorire la crescita e la conseguente creazione di posti di lavoro stabili”.

Come infatti annunciato dal premier Letta, “Sicuramente nella legge di stabilità metteremo in campo investimenti per le infrastrutture, non solo quelle delle grandi opere ma anche quella digitale. E poi affronteremo il tema del taglio delle tasse sul lavoro e dell'aiuto al lavoro giovanile”.

Intanto, per i Paesi usciti dalla procedura di deficit eccessivo, Italia compresa, arriva una maggiore flessibilità di bilancio, con riferimento al 2014, per effettuare investimenti che consentano di agganciare la ripresa.

La Commissione Ue, infatti, permetterà deviazioni temporanee dal raggiungimento dell'obiettivo di medio termine che consentiranno investimenti pubblici produttivi, cofinanziati dalla Ue”, come annunciato dal presidente Josè Barroso.

La Commissione ha indicato che se a novembre il dato del deficit italiano sarà confermato al 2,9% di maggio non ci sarà margine per manovre per la crescita e se i flussi di cassa indicheranno un deficit al 2,6%, ci sarà uno 0,3% del pil da spendere, cioè circa 6 miliardi di euro.

Il presidente Barroso ha inoltre spiegato che “La commissione ha esplorato ulteriori modi all'interno del braccio preventivo del Patto di Stabilità, cioè per chi è sotto il 3% di deficit e quindi fuori da procedura, per realizzare investimenti pubblici non ricorrenti con un impatto provato sulle finanze pubbliche.

Quando la Commissione valuterà i bilanci nazionali per il 2014 e i risultati di bilancio del 2013, considererà di consentire deviazioni temporanee del deficit strutturale dal suo percorso verso l'obiettivo di medio termine, che per l'Italia sarebbe il pareggio strutturale nel 2014-2015”.

E precisa: “Tale deviazione deve essere collegata a spesa pubblica su progetti co-finanziati dalla Ue nell'ambito della politica strutturale e di coesione, delle reti trans-europee e della Connecting Europe Facility con un effetto nel lungo termine positivo, diretto e verificabile sul bilancio”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il