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Pensioni: uscita e flessibilità. Cosa cambia con Letta-Giovannini

Cosa cambia per le pensioni con il nuovo piano flessibile: se ne discuterà dopo l’estate



“La riforma pensionistica che ha allungato l’età anagrafica per ritirarsi dal lavoro ha stabilizzato nel lungo termine tutta la finanza pubblica. Ha compensato decenni di sistema pensionistico di tipo retributivo che ha dato benefici a chi, in realtà, non aveva facoltà.

La fase di slittamento tra il vecchio e il nuovo sistema è stata molto violenta con la riforma Fornero, ma può essere modificata per essere resa più flessibile”: con queste parole il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini,ha annunciato modifiche all’attuale riforma pensionistica.

Tra le ipotesi allo studio del governo la possibilità di lasciare il lavoro tra i 62 e i 70 anni, ma con 35 anni di contributi, e penalizzazioni sull'assegno.

Le penalizzazioni previste sono del 2% per ogni anno di pensionamento anticipato rispetto alla soglia dei 66 anni, fino a un massimo dell'8%. Questo nuovo sistema prevede però anche incentivi per chi decide di rimanere a lavoro più del previsto.

In questo caso, si avrà un aumento dell'assegno del 2% ogni 12 mesi in più di permanenza in servizio, fino alla soglia massima dei 70 anni. Per Cesare Damiano, Pd, presidente della commissione Lavoro della Camera, “Si tratta di una soluzione che recupera un principio di gradualità disatteso dalla riforma Fornero, che ha innalzato bruscamente l'età pensionabile fino a 67 anni.

Inoltre, la proposta del Pd prevede per chi ha maturato 41 anni di contributi di andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica e senza penalizzazioni, riconoscimento ai lavoratori precoci, che hanno cioè cominciato a lavorare in giovane età svolgendo prevalentemente, per tutta la vita lavorativa, attività manuali ripetitive o faticose”.

Ma anche questa questione pensione sarà discussa, come Imu e Iva, dopo l’estate: “Abbiamo deciso di rinviare a settembre, quando discuteremo anche con il Parlamento, eventuali modifiche alla legge sulle pensioni” ha detto il ministro Giovannini.

Ma il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell'Aringa, avvisa: “Dobbiamo affrontare innanzitutto il tema degli esodati, poi di quelli che hanno perso il lavoro o lo potrebbero perdere e non possono ancora essere pensionati: per loro si potrebbe pensare anche a una flessibilità verso la pensione”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il