Lavoro disabili, pensioni invalidità e accompagnamenti: i problemi da risolvere dal Governo Letta

Disabili e condizioni di lavoro in Italia: la Corte Ue boccia il Belpaese



La Corte di giustizia Ue ha confermato che l'Italia non ha adottato tutte le misure necessarie per garantire un adeguato inserimento professionale dei disabili nel mondo del lavoro e la invita a porre rimedio a questa situazione al più presto.

Secondo la Corte, infatti, il Belpaese ‘è venuto meno agli obblighi derivanti dal diritto comunitario a causa di un recepimento incompleto e non adeguato di quanto previsto dalla direttiva varata alla fine del 2000 sulla parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro.

Una norma con la quale è stato stabilito un quadro generale di riferimento per la lotta alla discriminazioni delle persone diversamente abili’. Secondo la Corte di giustizia, nel Belpaese sono insufficienti le garanzie e le agevolazioni previste a favore dei disabili in materia di occupazione e per questo ha stabilito che gli Stati membri dovranno prevedere l'obbligo, per i datori di lavoro, di adottare provvedimenti efficaci e pratici, sistemando i locali, adattando le attrezzature, i ritmi di lavoro o la ripartizione dei compiti, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere a un lavoro e di svolgerlo nelle condizioni migliori possibili.

Altro problema che riguarda disabili e invalidità e quello della pensione, soprattutto a causa della solita lenta e complessa burocrazia italiana. Se, infatti, i tempi per le richieste di pensione d'invalidità e d'indennità d'accompagnamento, per legge, dovrebbero rispettare un limite di 120 giorni, nella realtà quotidiana, i tempi sono molto più lunghi: per la prima visita medica bisogna, per esempio, attendere almeno 8 mesi; per ottenere la ricezione del verbale definitivo la media è di 11 mesi e, per i benefici economici, si potrebbe aspettare anche fino a un anno.

A volte, paradossalmente, l'erogazione arriva addirittura dopo la morte dell'individuo. Ma le difficoltà non finiscono qui, perchè molti cittadini  che fanno richiesta di invalidità civile considerano inadeguata la valutazione, da parte della commissione medico-legale, della propria condizione clinica, tanto da far aumentare i ricorsi a vie giudiziarie.

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di Marcello Tansini pubblicato il
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