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Pensioni anzianità e vecchiaia: le proposte Letta-Giovannini per cambiare

Andare in pensione prima: si può con nuove ipotesi governo



Offrire al lavoratore la possibilità di lasciare il lavoro con 35 anni di contribuzione e 62 anni per accedere così pensione di vecchiaia ma con una penalizzazione graduale.

La riduzione prevista à pari al 2% delle anzianità retributive maturate fino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso rispetto alla soglia dei 66 anni di età anagrafica. Per esempio, un lavoratore che lascia a 62 anni potrebbe subire una riduzione paria anche all'8%.

Per le nuove pensioni di vecchiaia, si pensa, dunque, ad un nuovo piano di flessibilità in uscita, che potrà oscillare fra i 62 e i 70 anni, ipotesi che potrebbe rappresentare anche una soluzione strutturale al problema degli esodati.

Il governo mira, dunque, ad introdurre la possibilità di pensionamento volontario per tutti i lavoratori che abbiano raggiunto i 62 anni di età e 35 anni di contributi, ma con una sensibile penalizzazione dell’8% sull’assegno.

Percentuale che però cala se il lavoratore decide di rimanere  al lavoro e di andare in pensione uscendo a 63, 64 o 65 anni.

Allo studio anche mini-bonus per chi decide di uscire dal lavoro più tardi, dai 67 ai 70 anni di età. Sul tavolo anche una proposta del Pd che prevede per chi ha maturato 41 anni di contributi la possibilità di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni, una soluzione che, secondo il presidente della commissione Lavoro della Camera Damiano, “recupera un principio di gradualità disatteso dalla riforma Fornero, che ha innalzato bruscamente l’età pensionabile fino a 67 anni".

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il