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Pensioni governo Letta: uscita flessibile e anticipata con penalizzazioni. Cosa potrebbe cambiare

Nuovo piano pensioni più flessibili: le novità allo studio del governo



Al centro di diverse polemiche sin dalla sua formulazione, l'attuale riforma previdenziale firmata dall'ex ministro Fornero si avvia ad essere modificata. Secondo un Rapporto dell’area attuariale dell’Inps, tra il 2012 e il 2021 la riforma Fornero produrrà 80 miliardi di risparmi rispetto alle normative precedenti tenendo conto dei costi delle salvaguardie.

Ora però il nuovo  governo vuole metterci mano e sono state già presentate diverse proposte. Il nuovo ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha annunciato che il nuovo piano pensioni sarà ristrutturata rendendo più flessibile l'età di uscita dal lavoro con riduzioni però negli assegni finali.

Se, infatti, la legge Fornero ha innalzato l'età del pensionamento a 66 anni per tutti, il ministro Giovannini ha annunciato la possibilità di lasciare il lavoro tra i 62 e i 70 anni, ma con 35 anni di contributi, e penalizzazioni sull'assegno. Queste saranno valutate nella misura del 2% per ogni anno di pensionamento anticipato rispetto alla soglia dei 66 anni e potranno raggiungere un massimo dell'8%. 

Non solo penalizzazioni, però: saranno , infatti, previsti anche incentivi per chi decide di lasciare il lavoro più tardi e in questo caso si avrà un aumento dell'assegno del 2% ogni 12 mesi in più di permanenza in servizio, fino alla soglia massima dei 70 anni.

Per andare in pensione anticipata attualmente servono troppi anni di contributi, nel 2013 ne sono richiesti 42 anni e 5 mesi per gli uomini e 41 e 5 mesi per le donne e se con questo monte contributivo si hanno già 62 anni di età, allora l’uscita anticipata è senza penalizzazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il