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Esodati: la questione è importante come l'Imu 2013 per la prima casa ma ci sono solo annunci

Discussioni, ipotesi, proposte ma ancora nessuna soluzione concreta per esodati. La situazione attuale Discussioni, ipotesi, proposte ma ancora nessuna soluzione concreta per esodati. La situazione attuale



Mentre il governo è alle prese con l’immediatezza di risolvere la questione Imu e arrivare alla definizione di una riforma, entro il 31 agosto, che rimoduli il pagamento della tassa sugli immobili, cercando soprattutto misure a sostegno dei possessori di prima casa tanto che il Pdl spinge addirittura per l’abolizione totale del pagamento Imu sulle abitazioni principali, c’è un’altra urgenza sociale di cui si discute da mesi ma per cui si sta facendo concretamente ben poco.

Si tratta della tanto ingarbugliata questione esodati, lavoratori che, a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme della riforma delle pensioni firmata dall’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, rischiano ora di rimanere senza lavoro e senza pensione.

E stiamo parlando di centinaia di migliaia di persone: 170mila circa, che arrivano addirittura 200mila secondo la Ragioneria di Stato. E mentre, dopo aver presentato già qualche tempo fa un'interrogazione parlamentare sulla situazione degli esodati non tutelati, a firma, tra gli altri, di tre senatrici del Partito Democratico, Laura Puppato, Donatella Albano e Stefania Pezzopane, per l'emanazione urgente da parte del ministero di istruzioni chiare per i cosiddetti prosecutori volontari, la Albano ha annunciato che presto ne arriverà un'altra, è sempre scontro sul numero esatto dei lavoratori che necessitano di una tutela, fra chi ne stimava 140mila, chi 170, chi 200.

La prima interrogazione parlamentare, di cui sopra accennato, presentata riguardava proprio tale situazione: la senatrice Albano aveva, infatti, presentato “l'emanazione urgente da parte del Ministero del Lavoro di istruzioni chiare per i cosiddetti prosecutori volontari, i lavoratori collocati a riposo ma non fruitori di pensione che scelgono di continuare a versare i contributi Insp; volevamo sapere se i contributi versati da questi entro il 30 giugno 2013 siano effettivamente dovuti e quali effetti abbiano prodotto ai fini pensionistici”.

Ebbene, secondo il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell'Aringa, sono 140mila gli esodati ancora privi di coperture che devono andare in pensione con le vecchie regole. “E bisogna vedere se ci saranno altri gruppi di possibili esodati”.

Per sbrogliare il nodo di questa situazione, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha detto che si procederà “all'utilizzo integrale delle risorse destinate alla salvaguardia dei cosiddetti lavoratori esodati. Utilizzeremo appieno il fondo della legge di stabilità con 36 milioni di euro per il 2013. In questo confluiranno le eventuali altre economie e serviranno a incrementare la platea dei salvaguardati”.

Poi, ci si augura che la soluzione di un sistema di pensioni più flessibili, che secondo le ipotesi offrirà al lavoratore la possibilità di lasciare il lavoro 62 anni, con 35 di contribuzione ma con penalizzazioni, possa servire a risolvere il problema.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il