BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni: penalizzazioni e uscita flessibile le parole d'ordine

Lasciare prima il lavoro ma con penalizzazioni: le proposte del ministro Giovannini



La possibilità di un’uscita flessibile e un sistema di penalizzazioni: questi i pilastri su cui si basa l’impianto del nuovo piano pensioni pensato dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini.

La proposta, ormai allo studio da diverso tempo, prevede, infatti, per il lavoratore la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni, con 35 di contributi e con penalizzazioni nel caso in cui si decida di lasciare prima. Le penalizzazioni, come annunciato, saranno pari al 2% delle anzianità retributive maturate fino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso alla pensione rispetto alla soglia dei 66 anni.

Le penalizzazioni salgono poi al 4% se si lascia a 64 anni e al 6% se il lavoratore decide di ritirarsi a 63 anni, e quella massima si ha invece a 62 anni, con una sforbiciata dell'8% sull'assegno.

Questo nuovo meccanismo di pensionamento prevede, però, anche incentivi per chi decide di rimanere al lavoro più a lungo, pur avendo superato la soglia dei 66 anni di età. In questo caso, si avrà un aumento dell'assegno del 2% ogni 12 mesi in più di permanenza in servizio, fino alla soglia massima dei 70 anni.

Ma al vaglio del governo ci sarebbe anche un'altra proposta, che permette di andare in pensione dopo 41 anni di servizio, indipendentemente dall'età anagrafica, proposta pensata per tutelare coloro che hanno iniziato a lavorare molto presto.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il