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Pensioni: modifiche Governo Letta possibili a regole attuali

Come cambierà la riforma pensioni?



Entrata in vigore il primo gennaio 2013, la riforma delle pensioni firmata all’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, estende a tutti il metodo contributivo e innalza l’età pensionabile per tutti a 66 anni.

L'estensione a tutti i lavoratori, siano essi dipendenti o autonomi o liberi professionisti, del metodo contributivo, a differenza del metodo di calcolo retributivo che restituiva una riserva matematica maggiore rispetto a quanto versato dal singolo iscritto essendo tale metodo svincolato dai contributi, ma legato al reddito, tende a restituire al lavoratore quanto versato.

Con l'attuale riforma Fornero, dal 2013 potrà andare in pensione anticipatamente una donna con 41 anni di contributi o un uomo con 42 anni di contributi, o potrà accedere alla pensione di vecchiaia chi ha compiuto 66 anni.

Le ipotesi allo studio del nuovo governo, invece, prevedono la possibilità per i lavoratori di andare in pensione tra i 62 e i 65 anni , prima, dunque, dei 66 anni previsti attualmente, ma con assegni previdenziali più leggeri, nelle misure dal 2 all'8% in meno, e con incentivi per chi, al contrario, decide di lasciare il lavoro più tardi, fino ai 70.

In particolare, le penalizzazioni sarebbero pari al 2% in meno per ogni anno anticipato rispetto ai 66 anni di pensionamento, fino al tetto massimo di riduzione dell'8%, mentre gli incentivi sarebbero ugualmente del 2% in più per ogni anno fino a un massimo di 70 anni.

Questa nuova proposta mira a reinserire il principio di gradualità ignorato dalla riforma Fornero che ha innalzato l'età pensionabile fino ai 67 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il