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Tobin Tax: come non pagare l'imposta sulle transazioni finanziarie

Cos’è la Tobin Tax, cosa colpisce e come non pagarla. Istruzioni



La Tobin tax è una tassa che colpisce tutte le transazioni sui mercati valutari per stabilizzarli e procurare entrate da destinare alla comunità internazionale. L'aliquota proposta è tra lo 0,05% e l'1%.

Saranno soggette alla tassa tutte le transazioni (a carico del solo acquirente) su azioni di Società italiane aventi capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro (al 30 novembre 2012), a prescindere dal paese dal quale proviene l’ordine o del mercato in cui tali società sono quotate.

L’applicazione della tassa avviene sul saldo netto di fine giornata relativo allo stesso strumento finanziario, vale a dire per le sole operazioni che a fine giornata generano un saldo positivo rispetto al saldo del giorno precedente.

L'articolo 56 del cosiddetto Decreto del fare ha posticipato i termini e le scadenze della tassa sulle transazioni finanziarie e, per quanto riguarda la negoziazione di titoli azionari ed il mercato ad alta frequenza, dove la tassa è stata applicata il primo marzo, la scadenza slitta dal 16 luglio al 16 ottobre 2013, mentre per quanto riguarda il mercato dei derivati l'applicazione della tassa è slittata dal primo luglio al primo settembre.

La causa del rinvio è la mancanza di indicazioni sui criteri e le modalità per il versamento della tassa che dovevano essere definiti con un provvedimento dell'Agenzia dell'Entrate ma che non sono state rese ancora note.

Secondo quanto stabilito, la Tobin tax deve essere pagata dal soggetto che compra le azioni, gli strumenti finanziari partecipativi o titoli rappresentativi di questi e per le transazioni su derivati, l’imposta deve essere versata da entrambe le controparti dell’operazione, ma non si applica se il trasferimento della proprietà avviene per successione o per donazione.

Ci sono, infatti, alcuni casi in cui non bisogna pagare la tassa. La Tobin Tax non viene applicata, infatti, su emissione di azioni o di annullamento delle azioni; nel caso di conversione in azioni di nuova emissione e di acquisizione temporanea di titoli; per le operazioni sui titoli di stato e di risparmio gestito; per le operazioni degli enti previdenziali e dei fondi pensione; per le azioni con market cap inferiore a 500 milioni di euro e sede all’estero; e in caso di compravendita di valute estere (forex), materie prime (commodity) e obbligazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il