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Pensioni anzianità e vecchiaia 2013: modifiche Governo Letta attuale Legge Fornero

Le ipotesi del governo Letta sulle pensioni e commenti: flessibilità in uscita non è una buona soluzione per tutti



Le proposta di modifica all’attuale sistema delle pensioni che prevede la possibilità per il lavoratore di lasciare il lavoro a 62 anni, con 35 di contributi ma con penalizzazioni nel caso in cui si decida di uscire prima, è l’ipotesi al vaglio per un nuovo piano pensioni, ipotesi che stanno suscitando reazioni e commenti discordanti.

Secondo la proposta di Damiano, il lavoratore potrebbe andare in pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni graduali, che partono dal 2% delle anzianità retributive maturate fino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso rispetto alla soglia dei 66 anni di età anagrafica, per arrivare anche all'8%, se per esempio di lascia a 62 anni.

Oggi, invece, la pensione di vecchiaia si può ottenere raggiungendo un requisito minimo, insieme ad un requisito contributivo di almeno vent’anni di contribuzione.

Secondo Domenico Proietti, segretario confederale della Uil con delega alle politiche fiscali, il sistema flessibile proposto da Damiano penalizzerà i lavoratori. Non dovrebbero esserci, segretario confederale della Uil, altre penalizzazioni oltre quella del sistema contributivo che già di per sé prevede che andando in pensione prima si riceverà un assegno minore.

Secondo Tiziano Treu, professore di Diritto del Lavoro all’Università Cattolica di Milano e già ministro, ritiene che i cambiamenti sulle pensioni non siano effettivamente urgenti, nemmeno per risolvere la questione esodati, e che il sistema di pensioni flessibili, insieme al metodo contributivo, potrà solo danneggiare i giovani, visto che i giovani lavoratori di oggi lavorano saltuariamente e non riescono a trovare facilmente una collocazione lavorativa e certa che possa permettere loro di avere chiaro il futuro quadro pensionistico.

Altro problema riguarda le risorse necessarie da reperire: la proposta di Damiano che vorrebbe introdurre maggiore flessibilità non convince perché mette a rischio una quantità di denaro troppo ingente.

Se, infatti, l'uscita anticipata, e la conseguente fine dei versamenti, non è accompagnata dalla creazione di nuovi posti di lavoro, i saldi previdenziali peggiorano e quindi serve trovare una copertura aggiuntiva.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il