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Pensioni: flessibilità in uscita e penalizzazioni. Cambiamenti Governo Letta richieste da più parti

Rivedere il sistema pensioni per revisione età pensionabile di uomini e donne. Le richieste



La parificazione dell’età pensionabile tra uomini e donne è discriminante e tanti chiedono la revisione di un sistema che penalizza decisamente le donne lavoratrici.

“La riforma delle pensioni va cambiata. Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell'assistenza di bambini e altri familiari”: così l'assessore dell'Emilia Romagna alle Pari opportunità, Donatella Bortolazzi, ha scritto al ministro del lavoro Enrico Giovannini e al vice ministro Cecilia Guerra, per chiedere di modificare la parte della legge sulle pensioni firmata dall’ex ministro Fornero, che prevede per chi chiede di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni di età una penalizzazione economica pur avendo raggiunto un’anzianità di contributi superiore ai 40 anni di versamenti.

L’assessore specifica che “Si tratta di assenze previste, regolamentate e promosse da leggi nazionali a tutela della maternità, di persone con gravi handicap e di cui hanno usufruito prevalentemente le donne che, da sempre, si fanno maggiormente carico delle esigenze di cura all'interno delle famiglie. Sono penalizzazioni ingiustificate”.

Anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani dice no alla parificazione dell'età pensionabile tra uomini e donne. Per Epifani si tratta di “un oltraggio alla differenza sostanziale che c'è tra il lavoro femminile e quello maschile”.

Posizione ampiamente condivisa apertamente da Cecilia Carmassi, responsabile Politiche sociali e Lavoro della Segreteria nazionale del PD. La Carmassi ha detto: “Con la scusa dell'uguaglianza si è operata una profonda ingiustizia .

Si è fatto finta di non sapere che le donne sono discriminate in Italia per il carico di cura, per la maternità, che invece di essere una funzione sociale riconosciuta e sostenuta sono stabilmente un fattore di discriminazione, dal ritardo nell'ingresso nel mondo del lavoro, alle interruzioni o sospensioni nella carriera e nella retribuzione, all'abbandono per 'necessità familiari' che spesso condanna le donne a retribuzioni e pensioni più basse”.

Per ‘sistemare’ questo sistema, la Carmassi chiede di rivedere il sistema delle pensioni e la parificazione dell'età pensionabile di uomini e donne.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il