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Pensioni: ipotesi Governo Letta. Decreto Legge con Legge di Stabilità 2013 ad Ottobre

Modifiche pensioni rimandate ad ottobre. Ma come potranno cambiare?


I cambiamenti e le modifiche erano state annunciate per settembre, insieme alla questione sugli esodati, ma ora il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha annunciato che le modifiche all’attuale sistema pensionistico potrebbero arrivare per il prossimo ottobre, lasciando però inalterato per settembre l’impegno per risolvere la questione esodati, considerata dal governo un’urgenza sociale.

L’ipotesi di modifica di cui al momento si discute maggiormente è quella che prevede per il lavoratore la possibilità di lasciare il lavoro prima dell’attuale soglia dei 66 anni, e cioè a 62 anni, ma con 35 anni di contributi ed eventuali penalizzazioni se si decide di andare in pensione prima.

Tali penalizzazioni dovrebbero essere pari al 2% delle anzianità retributive maturate fino al 31 dicembre 2011 per ogni anno di anticipo all'accesso rispetto alla soglia dei 66 anni di età anagrafica, per arrivare anche all'8%, mentre oggi la pensione di vecchiaia raggiungendo un requisito minimo, insieme ad un requisito contributivo di almeno vent’anni di contribuzione.

Il ministro Giovannini ha comunque affermato che la nuova riforma si baserà su una maggiore flessibilità in uscita, pur con penalizzazioni; e sulla staffetta generazionale.

Si tratta, dunque, di un sistema che potrebbe sostenere il lavoro giovanile, da una parte, ma dall’altro ostentato da molti che ritengono che la flessibilità proposta possa solo rovinare il sistema pensioni, inoltre, prevedere penalizzazioni oggi, che con la riforma Fornero è stato esteso il sistema contributivo per tutti, penalizzerebbe ancora di più il lavoratore che decida di andare in pensione prima.

C’è, inoltre, chi ritiene ‘ingiusto’ l’adeguamento dell’età pensionabile tra uomini e donne, perché ‘danneggia’ soprattutto le donne, impegnate, per convenzione sociale, sempre, in altro, oltre che nel lavoro.

Nonostante, dunque, un impianto di modifiche fondamentalmente esistente, bisognerà rivedere l’impianto del nuovo piano pensioni di futura approvazione se si vuole modificare il sistema in meglio.




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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 15/07/2013 alle ore 11:15