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Sanatoria stranieri e immigrati 2012-2013: novità e cambiamenti

Le novità per i lavoratori stranieri in Italia: cosa cambia



Pronta ad arrivare una sanatoria bis per immigrati che contiene novità rispetto a quella prevista dal dlgs n. 109/2012, che si rivolgeva ai datori di lavoro che alla data del 9 agosto 2012 occupavano irregolarmente, da almeno tre mesi, lavoratori stranieri presenti in Italia dal 31 dicembre 2011, pagando un contributo una tantum di 1.000 euro insieme ai costi contributivi correlati al rapporto lavorativo sanato per un minimo di sei mesi.

Le modifiche partono dall’archiviazione della pratica, stabilendo il diritto a favore del lavoratore di ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

La circolare infatti spiega che, nei casi di rigetto della sanatoria per cause imputabili univocamente al datore di lavoro (e cioè tutte le ipotesi che hanno causato parere negativo da parte della questura o della direzione territoriale del lavoro), la notifica di rigetto trasmessa al lavoratore viene automaticamente integrata della convocazione presso lo sportello unico, per il rilascio del permesso per attesa occupazione.

Per il rilascio del permesso comunque pagare una somma di 1.000 euro e attestare che il lavoratore sia in Italia al 31 dicembre 2011. Per favorire il lavoro degli uffici, l’Inps fornisce le liste dei datori di lavoro e delle aziende che hanno già provveduto a versare il contributo di 1.000 euro e, per il lavoro domestico, i contributi fino al quarto trimestre del 2012.

Al momento del foto-segnalamento presso la Questura, se il lavoratore ha già trovato altro impiego, potrà richiedere il permesso di soggiorno per lavoro subordinato attraverso la comunicazione Unilav.

La nuova circolare specifica, inoltre, che ‘la mancanza dell’idoneità alloggiativa non diventa una causa ostativa alla sanatoria e che, altresì, con riferimento specifico alle badanti, l’attestazione del medico di famiglia risulta, da sola, sufficiente a provare la continuità dell’assistenza’, per cui l’idoneità alloggiativa non rappresenta più un requisito per la sanatoria e la sua assenza non può essere considerata fattore negativo per ottenere la regolarizzazione della propria posizione in Italia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il