BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni uomini e donne Governo Letta e cambiamenti possibili per uscire prima

In pensione prima con proposta Damiano: cosa prevede



Soffre il mondo delle pensioni e l'Inps denuncia un buco da nove miliardi. Nel 2012, infatti la gestione finanziaria di competenza del nuovo Inps (dopo la fusione con Inpdap ed Enpals) ha evidenziato un saldo negativo di quasi 9 miliardi di euro, dovuto esclusivamente alla gestione dei dipendenti pubblici ex Inpdap.

Ma “Il deficit non preoccupa la stabilità finanziaria del sistema. Il sistema è in piena sicurezza”, ha assicurato il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua. Dello stesso parere il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, secondo cui “Dal punto di vista dei conti, la riforma Fornero ha messo in sicurezza il sistema nel lungo termine”.

Nonostante questo ‘elogio’ alla riforma Fornero, sono al vaglio del nuovo governo ipotesi di cambiamento che considerano innanzitutto la possibilità di una pensione più flessibile, per uomini e donne.

Sulla riforma delle pensioni del Governo Letta pesa ‘ipotesi di Damiano del Partito Democratico, autore della proposta di legge per una riforma pensioni mirata a un grande aumento della flessibilità e che dà al lavoratore la possibilità di andare in pensione a 62 con 35 anni di contributi.

Ma, rispetto alla soglia dei 66 anni, per ogni anno di anticipo si dovrebbe accettare una riduzione del 2% dell'importo della pensione, per un massimo dell'8%, mentre dall'altro lato si avrebbe un bonus del 2% per ogni anno di ritardo, fino alla soglia massima dei 70 anni.

Ma sulla proposta presentata da Damiano si temporeggia, perché, secondo il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, porterebbe nelle casse meno soldi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il